Apr
13
6:00 PM18:00

Vanni Santoni presenta I Fratelli Michelangelo

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Sabato 13 Aprile alle 18.00 torna a trovarci in Bookique (via Torre d'Augusto 29, Trento)
VANNI SANTONI (aka Sarmi Zegetusa). In compagnia del sodale Luca Giudici presenterà in anteprima trentina il suo nuovo romanzo I fratelli Michelangelo (Mondadori, 2019).

"Una galleria di personaggi memorabili, ognuno geniale e fragile a modo suo; un intreccio tanto solido quanto imprevedibile; una penna che spazia con maestria tra i registri letterari: siamo di fronte all’opera della maturità di un romanziere puro, capace di costruire un’epica familiare contemporanea degna del Wes Anderson dei Tenenbaum e del Franzen delle Correzioni."

IL LIBRO: Antonio Michelangelo è un uomo che ha attraversato il Novecento: dirigente di alcune delle maggiori aziende del paese, artista riconosciuto in più campi, i suoi risultati pubblici sono eguagliati solo dai disastri privati che è riuscito a inanellare.
Un giorno, dopo anni di silenzio, i suoi cinque figli, avuti da quattro diverse compagne, ricevono da lui un solenne invito a raggiungerlo a Saltino di Vallombrosa, la località in mezzo ai boschi della Toscana dove si è ritirato. Quattro di loro – Enrico, Louis, Cristiana e Rudra -, ognuno con aspettative diverse, si mettono in viaggio da Tel Aviv, Bali, Londra e Stoccolma per partecipare a questa misteriosa riunione familiare.

Santoni ci racconta le vite dei quattro fratelli e li conduce uno dopo l’altro verso l’appuntamento col padre: Enrico, cresciuto nella convinzione di essere figlio di un altro uomo, sta passando un periodo in Israele proprio alla ricerca delle radici del suo presunto padre; Louis si barcamena da anni tra lavoretti in un villaggio turistico di Bali, tentativi imprenditoriali nel subcontinente indiano e traffici illeciti; Cristiana, ossessionata dall'ambizione di emergere nella scena dell’arte contemporanea, si sposta convulsamente tra le capitali europee di tendenza in cerca di una svolta; mentre Rudra, sportivo e biologo, si è trasferito giovanissimo il più lontano possibile dalla sua famiglia disfunzionale, ha sposato un ragazzo svedese e oggi lavora in una scuola materna. Per la prima volta nella storia della famiglia, i fratelli saranno sotto lo stesso tetto: cosa vuole da loro Antonio Michelangelo? È forse in fin di vita? Vuole disporre delle sue ultime volontà? Oppure ha deciso di rivelare ai figli qualcosa di importante, terribile, inconfessabile?

L'AUTORE: Vanni Santoni (1978), dopo l'esordio con Personaggi precari, ha pubblicato, tra gli altri, Gli interessi in comune (Giangiacomo Feltrinelli Editore, 2008), Se fossi fuoco arderei Firenze (Editori Laterza, 2011), Muro di casse (Laterza, 2015), La stanza profonda (Laterza, 2017, candidato a Il Premio Strega).

Per Mondadori ha pubblicato la serie Terra ignota (2013-14) e L'impero del sogno (2017).

Dirige la narrativa di Tunué e scrive sul Corriere della Sera.

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Apr
4
6:00 PM18:00

Wolftraud de Concini presenta "le scarpe di Klara"

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APPUNTAMENTO IN LIBRERIA alle 18.00 (VIA REGIA 26) con Wolftraud de Concini, scrittrice, fotografa, etnologa di origini boeme. Wolftraud presenterà accompagnata da Massimo Libardi, bibliotecario, “Le scarpe di Klara” (Publistampa edizioni, 2018), narrazione letteraria ispirata al materiale documentario rimastoci, degli ultimi anni di vita dell’ebrea boema Klara Franziska Beck (1905-42), ultima moglie dell’architetto Adolf Loos, e sua biografa (Adolf Loos: un ritratto privato, Castelvecchi 2014), inghiottita dalla Shoah: trucidata tra i pini del bosco di Biķernieki, presso Riga, sulla sponda del Mar Baltico.

L’occasione della nascita del libro lo spiega l’autrice nella posfazione: «Qualche tempo fa ebbi l’occasione di vivere - con un premio letterario … - per alcuni mesi a Pilsen in Repubblica Ceca». Pilsen/Plzeň - città della Boemia occidentale, celebre per l’omonima birra e per la Škoda, che conta oggi quasi 170.000 abitanti - è stata abitata nell’Otto-Novecento da una significativa borghesia ebraica, che ha spesso affidato la costruzione, o la sistemazione, delle proprie case al celebre architetto ceco-austriaco Adolf Loos.

«Le cercai – racconta Wolftraud – ma non era facile trovarle. Nulla infatti, guardando gli edifici da fuori, lascia supporre che dietro le facciate, semplici e disadorne, si nascondano veri tesori, capolavori di architettura, arredamento e design. Ebbi l’impressione che le famiglie ebree, committenti e abitanti di questi appartamenti, avevano voluto intenzionalmente non mettersi in mostra, quasi rendersi invisibili, abituate com’erano da secoli a nascondersi e a dissimulare ricchezza e prosperità».

Quando le trova è «una grande emozione. Una grande commozione»: splendidi colori, oggetti quotidiani elaborati del design moderno, ma «più della bravura di Adolf Loos mi emozionavano i destini delle famiglie sue committenti», scomparse nella Shoah. Una di queste famiglie ebraiche committenti di Loos è quella di Otto Beck, fabbricante di reticolati di fil di ferro. Una sua figlia, Klara, che ha studiato fotografia a Vienna, nel 1929 sposerà Loos, nonostante il grande divario d’età (sessantenne e già sposato altre due volte lui, ventiseienne al primo matrimonio lei), nonostante le differenze fra il suo ambiente familiare tradizionalista e quello frivolo e spregiudicato del marito, e soprattutto nonostante gli scandali sessuali che lo avevano segnato, procurandogli anche condanne penali.

Wolftraud si interessa a questo matrimonio, cerca le tracce documentarie della vita di Klara Beck Loos, conosce anche due nipoti e può visionare così fotografie, lettere e materiale ancora in possesso della famiglia. E decide di narrarne la vita: «per qualche motivo inspiegabile me la sentivo vicina, come se l’avessi conosciuta. E mi riproposi di farla diventare protagonista di un libro. Eccolo». Nelle foto, Klara compare sempre con un tipo di scarpe basse, con la punta tonda, chiuse da un cinturino in pelle, e le scarpe danno il titolo al libro.

fonte http://www.carloromeo.it/index.php?option=com_content&view=article&id=273&catid=9&Itemid=107

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Mar
29
8:30 PM20:30

GALATEA presenta TEODORA, figlia del circo

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Torna a Levico Terme Mariangela Galatea Vaglio!
La nostra amata storica infiltrata fra gli archeologi, blogger e insegnante, ci regala un brillante libro di divulgazione storica dedicato a una escort che dai vicoli del circo divenne imperatrice: Teodora.
La incontriamo venerdì 29 alle 20.30 in sala consiliare, accompagnata dalla sodale Claudia Boscolo, saggista.

In questo romanzo Galatea sceglie di mettere in scena una donna modernissima, sebbene antica. Un personaggio, Teodora, collocato duemila anni fa, ma che spicca per indipendenza e determinazione. Teodora è un’eroina moderna, che precorre i tempi dimostrando carattere e intelligenza: da figlia del circo, a escort, a imperatrice.
Grazie al suo piglio divulgativo, Galatea ci immerge anche nel vivace, caotico e subdolo mondo bizantino: tra rivolte popolari, demagoghi e intrighi di corte, offre un ritratto senza eguali della città per antonomasia, Costantinopoli.

Galatea Vaglio è ha raccontato le storie del passato e dei presocratici in Didone, per esempio e Socrate, per esempio (entrambi pubblicati per Feltrinelli Ultrà) e ci ha accompagnato tra le bizzarrie e le regole della lingua italiana (L'italiano è bello, Sonzogno). «Teodora. La figlia del circo» (Sonzogno, 2018) è il primo romanzo di una trilogia storica dedicata a Bisanzio, l’impero romano d’Oriente e Costantinopoli.

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Mar
23
3:00 PM15:00

DECLAMIAMO! Poesie sullo scagnèlo feat. Mattia Zadra

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Lo scagnèlo poetico a Levico Terme compie 5 anni!
In occasione del weekend dell'artigianato il centro di Levico si anima di arte, colori e poesia.
Sabato 23 marzo ci incontriamo in piazzetta ex cinema città, Via Dante, per festeggiare la giornata mondiale della Poesia, la giornata mondiale dell'acqua e l'arrivo della primavera.

TUTTI (proprio TUTTI!) sono invitati a salire sullo sgabello poetico e a declamare in versi e in libertà, i temerari dello sgabello riceveranno un cotillon e del the caldo. (e tanti applausi).

Special guest della quinta edizione dello scagnèlo, il poeta e scrittore Mattia Zadra, portabandiera del TRENTO POETRY SLAM. Declamerà come solo lui sa fare e porterà con sé le poesie-cartolina, posologia consigliata: almeno una al giorno.

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Mar
16
5:30 PM17:30

Tiziano Fratus e il "canto minato di foglie e creature" - Parole alle serre del Parco

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Un invito carico di poesia da vivere nel nostro Parco di Levico. Sabato 16 marzo, alle 17.30 le serre del Parco delle terme di Levico aprono nuovamente per l' incontro-reading "Canto minato di foglie e creature" con Tiziano Fratus e le sue recenti liriche meditative raccolte in °Poesie creaturali° (Libreria della Natura, 2019)

Tiziano Fratus, scrittore e poeta, dell’ascolto degli alberi e della natura, ha fatto una pratica di meditazione e di vita, la dendrosofia.

- Il libro di Tiziano Fratus che stringete tra le mani è un tentativo di mostrare ciò che non si può dire: il senso del mondo che, nel suo caso, si chiama "natura" - Leonardo Caffo.
- Attraverso una grandiosa e solitaria Wanderung fisica, poetica e filosofica, Tiziano Fratus sta elaborando da molti anni uno straordinario lavoro interiore di riavvicinamento e riscoperta del regno naturale - Susanna Mati

La poesia è quasi una preghiera. Come scriveva la teologa ed eremita Adriana Zarri la vera preghiera è «quel nostro silenzio stupefatto» ed è proprio da questo silenzio stupefatto che nascono le liriche meditative di Tiziano Fratus, Poesie creaturali, ovvero composizioni selvatiche, animate, agitanti, che non ne vogliono sapere di smettere di crescere. La musa prima di Fratus, per così dire la sua prima radice, è la natura, sono i boschi, gli alberi, che qui vengono scandagliati a fondo, sfiorando la dimensione dell'atomo e rinnovando la visita a quel continente compreso fra la carta e la corteccia di cui spesso l'autore parla in pubblico. Ma la scrittura non si esaurisce nella contemplazione: genera altri filoni, altre vene, alimenta una costellazione di esistenze composta di voci, corpi, anime, incontri, visioni, tutto un mondo scritto, poiché una poesia ben temperata indaga la distanza, il margine che esiste fra la condizione dell'animale e l'essere umano che si diventa e si perfeziona nel comporsi del tempo. Poesie creaturali si offre al lettore secondo uno stile personale, a geometria foliare, una maniera armoniosa di disegnare lo spazio destinato ai quadri che compongono un vero e proprio bosco in versi miniato. Il volume è arricchito da interventi dei filosofi Leonardo Caffo e Susanna Mati e della poetessa Franca Alaimo.

Prima del reading! °Domus respirandi - La stanza delle consegne°, meditazione poetica per due spettatori alla volta, dalle ore 15 alle ore 16.30 (su prenotazione info@lapiccolalibreria.it)

Fratus compone una costellazione editoriale che si nutre di poesia, saggistica, contemplazione, narrativa e fotografia, diventando una delle voci più attente ai confini semantici e poetici di una riconciliazione fra umano e natura. Ne sono frutto titoli che hanno incontrato il favore dei lettori e della critica, quali i silvari Manuale del perfetto cercatore d’alberi, L’Italia è un bosco, Il libro delle foreste scolpire, Il sole che nessuno vede, Il bosco è un mondo, I giganti silenziosi, il romanzo Ogni albero è un poeta, la fiabelva Waldo Basilius.
Opere in prosa e in versi di Tiziano Fratus sono pubblicate da editori quali Bompiani, Einaudi, Laterza, Feltrinelli, Mondadori, Ediciclo, Pelledoca. Fratus attraversa costantemente il paesaggio in cerca di grandi alberi e boschi vetusti, ne scrive sui quotidiani – per sei anni ha curato la rubrica Il cercatore d’alberi su La Stampa, ora ne scrive in Arbor Maxima per Il Manifesto – e ne parla nella trasmissione radiofonica Nova Silva Philosophica che conduce sulle frequenze di Radio Francigena.

Organizzato grazie all'impegno dei tanti amici che hanno a cuore la rinascita del Parco, la cura e la vitalità del nostro paese: Visit Levico Terme, Biblioteca Comunale di Levico Terme, Forte Colle delle Benne, Ristorante Enoiteca BOIVIN, Associazione Albergatori di Levico, Parco delle terme di Levico

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Mar
9
8:30 PM20:30

IL BAGAGLIO INTIMO: gli oggetti dei migranti - con LUCA PISONI

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Sabato 9 marzo, ore 20.30 - Sala Consiliare di Levico Terme (via Marconi 6)
L'Associazione Forte Colle delle Benne, la Biblioteca Comunale e la Piccola Libreria invitano all'incontro con l'autore LUCA PISONI, antropologo, autore de "Il bagaglio intimo: Gli oggetti dei migranti in viaggio verso l’Europa" (Meltemi Editore).

Che cosa portare con sé in un viaggio della speranza verso l’Europa? Se lo chiede l’antropologo Luca Pisoni, quando decide di vivere un anno con i migranti di passaggio al Brennero e quelli residenti in un centro di accoglienza di Trento. Il risultato è questo libro, che descrive lo svolgersi quotidiano di incontri e interviste, caratterizzate da emozioni altalenanti e corredate da piccoli aneddoti. Un viaggio tra bibbie, corani, amuleti vudù, mazze da cricket e magliette da calcio. Su tutto, però, domina la figura dello smartphone, dentro al quale sono custoditi i più intimi e privati ricordi e fotografie. Come in una sorta di archeologia del presente, Il bagaglio intimo, corredato da un’ampia documentazione fotografica, restituisce l’essenza degli oggetti, che sono in grado di consolare la nostalgia di casa e fanno reagire alle dure circostanze del viaggio.

“Dopo un piccolo conciliabolo Nehelè, così si chiamava il giovane, entrò in caserma uscendone una decina di minuti più tardi in tenuta da calciatore, con scarpini, pantaloni e maglietta. Non capivo bene il perché di quel cambio d’abito e gliene chiesi il motivo. La risposta fu che, fatta eccezione per gli scarpini, la divisa era quella che indossava durante le partite della squadra di calcio della sua città ed era l’unica cosa che gli era rimasta del bagaglio di partenza.”

Luca Pisoni ha una laurea e un dottorato in Archeologia e un post-doc in Etnoarcheologia. Nell’ambito dei material culture studies ha realizzato numerose ricerche che hanno avuto come oggetto, tra l’altro, le vicende di un bandito trentino di metà Novecento e la rivolta dei lavoratori africani di Rosarno del 2010. Vive in Trentino, dove insegna lettere nelle scuole secondarie di primo grado.

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Feb
28
6:00 PM18:00

Fulvio Ferrari presenta Cees Nooteboom, poeta

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Giovedì 28 febbraio, alle 18.00 nel salottino della piccola libreria con FULVIO FERRARI, traduttore letterario alle prese con CEES NOOTEBOOM, poeta.

Cees Nooteboom: “Ogni giorno m’illumino di immensa poesia”
Giovedì 28 alle 18.00 ospitiamo in libreria FULVIO FERRARI. Traduttore letterario, docente, germanista e scandinavista, Ferrari ha trasportato la parola poetica di CEES NOOTEBOOM dall'olandese all'italiano. Ci condurrà attraverso le liriche di Nooteboom raccolte nelle sillogi "L'OCCHIO DEL MONACO" (Einaudi 2019) e "LUCE OVUNQUE" (Einaudi 2016) di cui ha curato la traduzione.

L'OCCHIO DEL MONACO
Trentatré poesie, tutte con lo stesso schema metrico, scritte e ambientate in una piccola isola del Mare del Nord battuta da un forte vento e illuminata da un faro isolato. Ognuna è la descrizione di un sogno. Un’isola reale ma anche archetipica: scenario ideale per il flusso di materiali onirici.

LUCE OVUNQUE è un’antologia che dà conto, a ritroso nel tempo, di circa cinquant’anni di attività poetica di Nooteboom, dall’ultimo volume del 2012 fino al primo del 1964. Un’ampia rassegna che permette finalmente anche al pubblico italiano di conoscere una delle voci più importanti della poesia contemporanea internazionale.

Cees Nooteboom è uno dei maggiori scrittori al mondo. Ha scritto romanzi, saggi, reportage di viaggio. Ma lui si considera ed è soprattutto, prima di tutto, un poeta.
Tradotto in più di trenta paesi e insignito di numerosi premi letterari, paragonato dalla critica a Borges, Calvino e Nabokov, è nato all’Aia nel 1933 ed eterno viaggiatore, si è rivelato a soli ventidue anni con Philip e gli altri e ha raggiunto il successo internazionale con romanzi come Rituali e Il canto dell’essere e dell’apparire. Tra le ultime sue opere pubblicate da Iperborea, Tumbas e Cerchi infiniti, Viaggi in Giappone. Per Einaudi ha pubblicato Luce ovunque (2016) e L'occhio del monaco (2019).

Fulvio Ferrari è nato a Milano nel 1955, ha studiato presso le università di Torino, Milano e Stoccolma. Dal 1981 svolge l’attività di traduttore letterario, traducendo prima dal tedesco, poi dallo svedese, dal norvegese e dal nederlandese. Sempre nell’ambito della traduzione ha curato le versioni italiane di alcuni testi medievali di area nordica (Saga di Oddr l’arciere, Saga di Egill il monco) e nederlandese (Storia di re Carlo e di Elegast, La meravigliosa e veritiera storia di Mariken di Nimega). Docente di filologia germanica e già direttore del Dipartimento di Lettere e Filosofia dell’Università di Trento.
Tra gli autori da lui tradotti: Hölderlin, Klaus Mann, Sven Delblanc, August Strindberg, Göran Tunström, Stig Dagerman, Fredrik Sjöberg, Knut Hamsun, Cees Nooteboom, Adriaan van Dis.
Con la traduzione dallo svedese del romanzo L'arte di collezionare mosche (Fredrik Söjberg, Iperborea), nel 2016 ha vinto il prestigioso Premio Gregor Von Rezzori


Il poeta è come un druido, ascolta il respiro del mondo.
Non importa che la poesia sia triste o comica, oscura o luminosa: deve semplicemente esistere perché dà voce al mistero della vita
Dal Diario di scrittura | Tuttolibri
https://tuttatoscanalibri.com/poesia/cees-nooteboom-locchio-del-monaco-dal-diario-di-scrittura-di-tuttolibri-una-pagina-di-cees-nooteboom/

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Feb
22
11:00 AM11:00

Helena Janeczek a Levico Terme

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Per la prima volta in Trentino, venerdì 22 febbraio Helena Janeczek sarà a Levico Terme.

In mattinata l’autrice incontrerà anche gli alunni dell’Istituto Comprensivo Levico Terme, con cui parlerà della tutela dei rifugiati, a cui è dedicata un’antologia di racconti dal titolo Anche Superman era un rifugiato –edito da Piemme e UNHCR, a cura di Igiaba Scego – per cui Janeczek ha scritto un racconto dedicato al tema dell’identità. Entrambi gli incontri sono coordinati dalla Piccola Libreria di Levico e moderati da Claudia Boscolo, saggista e insegnante.

Il pomeriggio alle 18.00 Helena Janeczek sarà ospite delle serre del Parco delle Terme, per la prima volta aperte al pubblico dopo il terribile ventomoto che ha duramente colpito il parco secolare di Levico Terme. Dialogherà con lei Claudia Boscolo, saggista.

Riportare parole, voci, poesie al Parco secolare delle Terme significa farlo vivere. Il Parco è sempre stato motore di iniziate culturali: musica, teatro, laboratori di educazione ambientale, poesie, incontri letterari. L’uragano ha abbattuto 180 alberi, alcuni di 120 anni, risalenti al primo impianto: l’evento catastrofico che è spazzato via tutto ha ricevuto una straordinaria risposta di solidarietà dalla comunità e dagli amici. Ora è tempo di riportare arte e bellezza.
Helena Janeczek è autrice di punta nel panorama letterario italiano contemporaneo. Esordisce nel 1997 con Lezioni di tenebra (ripubblicato da Guanda nel 2011), e sale all’attenzione della critica e del pubblico con Le rondini di Montecassino (Guanda 2010), romanzo in cui narra le quattro battaglie di Montecassino che ebbero luogo fra il gennaio e il maggio del 1944, raccontate dai punti di vista dei soldati che presero parte a questo evento storico e che arrivarono in Italia da diverse parti del mondo. Opera dall’architettura complessa, le cui diramazioni si tengono grazie a una mirabile struttura interna. Vincitrice del 72° Premio Strega nel 2018 con il romanzo "La ragazza con la Leica" (Guanda), Helena Janeczek indaga la biografia della prima fotografa caduta su un campo di battaglia, la tedesca Gerda Taro. La guerra è ancora al centro dell’indagine della scrittrice, che questa volta sposta lo sguardo sulla Guerra Civile spagnola, restituendo vita alle istantanee degli anni Trenta di un gruppo di ragazzi liberi e curiosi. L’interesse per la Storia, la memoria, il trauma generazionale porta Helena Janeczek a costruire un grande affresco in cui tutto sembra ancora possibile mentre la mostruosità del nazi-fascismo sta prendendo forma.

Senza dubbio una delle massime scrittrici italiane, Janeczek sa raccontare il nostro tempo attraverso una moltitudine di sguardi, da cui emerge il quadro di un’Europa ancora profondamente scossa dall’esperienza del secondo conflitto mondiale.

Helena Janeczek, nata a Monaco di Baviera in una famiglia ebreo-polacca, vive in Italia da oltre trent’anni. È autrice dei romanzi Le rondini di Montecassino (Guanda, 2010), finalista al Premio Comisso e vincitore del Premio Napoli, del Premio Sandro Onofri e del Premio Pisa, Lezioni di tenebra (Guanda, 2011) e La ragazza con la Leica (Guanda, 2017), che nel 2018 ha vinto il Premio Strega e il Premio Bagutta.

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Feb
16
8:30 PM20:30

MARIO CAROLI presenta "con il vento di Barbiana - la scuola rossa di Mori"

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SABATO 16 febbraio ore 20.30 - Sala Consiliare (Via Marconi, Levico Terme). La Biblioteca Comunale di Levico Terme, l'Associazione Forte Colle delle Benne, l'Associazione Chiarentana e la Piccola Libreria invitano alla presentazione del libro
"CON IL VENTO DI BARBIANA - La scuola "rossa" di Mori (Erickson, 2018)
con l'autore MARIO CAROLI
in dialogo con Paolo Caspani e don Franco Pedrini

il racconto di una scuola di paese negli anni settanta, dove alcuni insegnanti tentarono di proporre una scuola diversa, basata sulla lezione di don Milani e sulle rivolte studentesche, attirando proteste di cittadini, chiesa e ministero, che si scagliarono contro gli insegnanti "meridionali e comunisti". Un caso simbolico della storia del Trentino e della scuola in generale. Un racconto narrativo, seguito da circa cento temi in classe dei ragazzi dalla prima alla terza media.

Un libro da leggere che ripercorre un'esperienza della scuola di ieri e pone molti interrogativi sul senso profondo di "fare scuola" oggi.

Mario Caroli, laurea in Lettere (Firenze, 1969) e in Sociologia (Trento, 1982), insegnante di ruolo nella scuola media (1970/1991), si è occupato con interesse specifico di disabilità e disagio a scuola, e di altre tematiche di sociologia dell’educazione. Ha svolto attività d’aggiornamento con Enti e Istituzioni nazionali e regionali. Componente del consiglio d’amministrazione dell’Iprase, del comitato provinciale di Valutazione del sistema scolastico Trentino (1997/2008). Ha pubblicato moltissimi articoli e saggi su tematiche inerenti la scuola collaborando stabilmente con il quotidiano «Alto Adige» (poi «Trentino»), con la Rai (sede regionale di Trento) per le trasmissioni settimanali Tutti in classe e Scuola e dintorni e con diverse riviste nazionali. È stato tra gli ideatori e poi responsabile redazionale di «Didascalie», rivista della scuola del Trentino fino al 2013. Ha pubblicato testi di narrativa per ragazzi (Vita di classe, Le Crescivoglie), il romanzo Prenderò il treno, numerosi racconti e altri libri su tematiche scolastiche (La programmazione nella scuola, La continuità possibile...).

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Feb
13
6:00 PM18:00

UN MORTO OGNI TANTO: con PAOLO BORROMETI, giornalista minacciato di morte da Cosa Nostra.

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Mercoledì 13 febbraio ore 18.00 - Caffè Nazionale, Piazza della Chiesa - ingresso libero fino a esaurimento posti

Nell’ambito del XXVIII congresso nazionale FNSI
incontro con l’autore PAOLO BORROMETI, giornalista, presidente Articolo 21

introduce Giuseppe Giulietti, presidente nazionale FNSI 

presentazione di “Un morto ogni tanto. La mia battaglia contro la mafia invisibile” (ed. Solferino, 20218)

La lotta del giornalista minacciato di morte da Cosa Nostra che vive sotto scorta.

«Ogni tanto un murticeddu, vedi che serve! Per dare una calmata a tutti!» Nelle intercettazioni l’ordine è chiaro: Cosa Nostra chiede di uccidere il giornalista che indaga sui suoi affari. Ma questo non ferma Paolo Borrometi, che sul suo sito indipendente La Spia.it denuncia ormai da anni gli intrecci tra mafia e politica e gli affari sporchi che fioriscono all’ombra di quelli legali. Dallo sfruttamento e dalla violenza che si nascondono dietro la filiera del pomodorino Pachino Igp alla compravendita di voti, dal traffico di armi e droga alle guerre tra i clan per il controllo del territorio. Le inchieste raccontate in questo libro compongono il quadro chiaro e allarmante di una mafia sempre sottovalutata, quella della Sicilia sud-orientale. Il tutto filtrato dallo sguardo, coraggioso e consapevole, di un giornalista in prima linea, costretto a una vita sotto scorta: alla prima aggressione, che lo ha lasciato menomato, sono seguite intimidazioni, minacce, il furto di documenti importantissimi per il suo lavoro, sino alla recente scoperta di un attentato che avrebbe dovuto far saltare in aria lui e la sua scorta. I nemici dello Stato contano sul silenzio per assicurarsi l’impunità, e sono disposti a tutto per mettere a tacere chi rompe quel silenzio.

Il primo libro di Paolo Borrometi è una denuncia senz’appello su un fenomeno ritenuto in declino e in realtà più pervasivo di sempre, da combattere anzitutto attraverso la conoscenza del nemico. Perché il potere della mafia, come diceva Paolo Borsellino, è anche un fenomeno sociale, fatto di atteggiamenti e mentalità passive contro cui l’unico antidoto è l’esempio della resistenza e della lotta.

PAOLO BORROMETI, nato a Ragusa nel 1983, laureato in Giurisprudenza, ha iniziato a lavorare al «Giornale di Sicilia» e ha poi fondato il sito di informazione e inchiesta «La Spia». Oggi è un giornalista di Tv2000, collabora con l’agenzia AGI e con varie altre testate giornalistiche. Per il suo impegno di denuncia, ha ricevuto l’onorificenza motu proprio dal presidente della Repubblica. È presidente di «Articolo 21», collabora con Libera, la Fondazione Caponnetto e con la Cgil.

ingresso libero fino a esaurimento posti.

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Feb
11
6:00 PM18:00

Il dovere di informare e il diritto di essere informati: l'art. 21 della Costituzione Italiana

Levico Terme ospita il 28° congresso nazionale della Federazione Nazionale della Stampa Italia.  Per la prima volta in Trentino sono attesi giornalisti delle delegazioni regionali, le realtà del mondo editoriale italiano e gli osservatori internazionali. L’importanza della libertà di stampa e dell’informazione sarà il tema dell’incontro, aperto a tutta la popolazione, che la FNSI organizza con l’amministrazione comunale, la piccola libreria e l’associazione culturale Forte Colle delle Benne.  ”ll dovere di informare e il diritto di essere informati: l’articolo 21 della Costituzione Italiana” Saluto di benvenuto di Marino Simoni, commissario straordinario Levico Terme interventi di  Giuseppe Giulietti, presidente nazionale  FNSI - Federazione Nazionale Stampa Italiana   Laura Viggiano, associazione  Articolo Ventuno  Roberta De Maddi - Sindacato Unitario Giornalisti Campania;  L'evento sarà introdotto da Rocco Cerone: segretario Sindacato Giornalisti Trentino Alto Adige  e sarà moderato da Fabrizio Franchi: caposervizio l’Adige

Levico Terme ospita il 28° congresso nazionale della Federazione Nazionale della Stampa Italia.

Per la prima volta in Trentino sono attesi giornalisti delle delegazioni regionali, le realtà del mondo editoriale italiano e gli osservatori internazionali. L’importanza della libertà di stampa e dell’informazione sarà il tema dell’incontro, aperto a tutta la popolazione, che la FNSI organizza con l’amministrazione comunale, la piccola libreria e l’associazione culturale Forte Colle delle Benne.
”ll dovere di informare e il diritto di essere informati: l’articolo 21 della Costituzione Italiana”
Saluto di benvenuto di Marino Simoni, commissario straordinario Levico Terme
interventi di
Giuseppe Giulietti, presidente nazionale FNSI - Federazione Nazionale Stampa Italiana
Laura Viggiano, associazione Articolo Ventuno
Roberta De Maddi - Sindacato Unitario Giornalisti Campania;

L'evento sarà introdotto da Rocco Cerone: segretario Sindacato Giornalisti Trentino Alto Adige

e sarà moderato da Fabrizio Franchi: caposervizio l’Adige

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Feb
5
6:30 PM18:30

CAMILLA ENDRICI presenta 194: diciannove modi per dirlo

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Laici trentini per i diritti civili, Associazione Donne in cooperazione, Bookique e La Piccola Libreria invitano all'incontro con

CAMILLA ENDRICI, autrice del libro
"194, DICIANNOVE MODI PER DIRLO" (Giraldi ed.)
in dialogo con il prof. Emilio Arisi

martedì 5 febbraio alle ore 18.30
Bookique Trento, via Torre d'Augusto 29, Trento
ingresso libero

"Non sono molte le parole che si possono ascoltare, leggere, sull'interruzione volontaria di gravidanza. Al di là degli slogan, delle contrapposizioni ideologiche, delle sentinelle, dei tentativi di riformare in senso restrittivo la legge 194, l'aborto è un argomento di sofferenza, protetto o sterilizzato dal silenzio. Lo spezza, con un libro forte e delicato, Camilla Endrici, giovane giornalista e copywriter nata a Bologna, che ora vive a Trento.
Ha setacciato Rete e conoscenze, ha incontrato amiche di amiche e sconosciute, donne diventate poi madri e altre no "al ritmo di una alla settimana". Ha parlato con loro, ha registrato le conversazioni, le ha restituite in 19 storie raccolte in "194. Diciannove modi per dirlo", pubblicato da Girardi Editore. [..] Parlare delle donne, della maternità non voluta, dell'autodeterminazione e della colpevolizzazione, delle emozioni e dei diritti. Parlarne sia politicamente sia intimamente, sulla scorta tenace dell'idea che 'il raccontare poteva essere un modo per aiutare chi si trova nella situazione di scegliere un'interruzione di gravidanza e si sente perso, disorientato' " Brunella Torresin - Repubblica Bologna 7/12/18

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Jan
24
6:00 PM18:00

STEFANO ZANGRANDO - reading musicale / Fratello minore

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Fratello minore - presentazione e reading musicale

Stefano Zangrando presenta "Fratello minore" (Arkadia editore) in un reading musicale che ci porta sulle tracce di Peter B., uno scrittore maledetto vissuto a Berlino Est prima e dopo la caduta del Muro. 

Introduzione di Giuliano Geri
Accompagnamento musicale di Marco Buzzoni.

Piccola Libreria - via regia 26 alle 18.30 - ingresso libero


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Jan
18
8:30 PM20:30

CHRISTIAN KUATE: storia di un filosofo "negro" in Trentino

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LA BIBLIOTECA COMUNALE, L’ASSOCIAZIONE FORTE COLLE DELLE BENNE e LA PICCOLA LIBRERIA INVITANO ALL’INCONTRO CON CHRISTIAN KUATE, autore del libro e con il prof. GERARDO ACERENZA, UniTN, coordinatore del gruppo di traduzione.

SALA CONSILIARE - VENERDI 18 GENNAIO ore 20.30

Negro. Lettera ad una madre è la storia di un viaggio sotto forma epistolare. La descrizione disincantata di un’Europa che, agli occhi del narratore-mittente, non ha soltanto perso lo sfavillio che da sempre attrae chi abita lontano, ma, peggio ancora, sta rinunciando alla propria identità culturale e ai propri valori.Negro. Lettera ad una madre è anche un viaggio in una storia, quella appunto, del narratore. È un pellegrinaggio. Non solo un viaggio fisico e geografico, ma anche un percorso iniziatico, che comincia dal candore infantile e termina con le disillusioni e i desideri di ritorno.

Christian Kuate è nato nel 1982 a Doula, in Camerun. Dopo aver completato gli studi superiori, decide di lasciare il suo paese per trasferirsi in Italia. Nel 2007 si iscrive presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università degli Studi di Trento dove consegue con successo nel 2015 la Laurea magistrale in Filosofia. Nel 2017 pubblica in Francia, presso la casa editrice La Doxa Éditions di Parigi, il suo primo romanzo dal titolo Lettre d’un Mbenguiste à sa mère qui tradotto, seguito nel 2018 da Ménage en otage,sempre pubblicato presso la casa editrice pariginaSalutato dalla critica francese e francofona come uno dei più acuti osservatori della diaspora camerunese, Christian Kuate propone una visione compiuta e convincente del suo paese natale e soprattutto dell’Italia, paese dove ha deciso di vivere e scrivere.

Sulla traduzione:

Negro. Lettera ad una madre nasce da un progetto didattico universitario portato a termine con successo grazie al lavoro di traduzione fatto dai frequentanti del corso di “Lingua e traduzione francese” tenuto dal Prof. Gerardo Acerenza presso il Dipartimento di Lettere e Filosofia dell’Università degli Studi di Trento nell’Anno accademico 2017-2018. Nelle diverse fasi delpercorso formativo, gli studenti sono stati guidati nella traduzione letteraria del romanzo di Christian Kuate. L’autore ha contribuito al successo del progetto partecipando attivamente a tutte le lezioni del corso. Animato da un’infinita passione e disponibilità, Christian Kuate ha sempre “tradotto” per gli studenti le sue “intenzioni” in modo che lo spirito del testo francese non fosse mai “tradito”. La rilettura completa della traduzione e la riscrittura di alcuni passaggi, da parte del responsabile del corso e dell’autore, ha permesso infine la pubblicazione del testo. Christian Kuate e Gerardo Acerenza ringraziano tutti gli studenti del corso per aver creduto sin dall’inizio al successo del progetto.

Il filosofo sotto la pergola.

A Trento lo conoscono, Christian Kuate, cittadino del Camerun, arrivato nella Città del Concilio nel 2007. In quell'anno i gommoni hanno portato In Italia poco più di 20.000 persone, più o meno la cifra che ha reso felice un ministro della Repubblica, che per ottenerla ha bloccato porti e navi.

Ma Christian è arrivato con un aereo, classe turistica. In tasca aveva una borsa di studio dell'Università di Trento, e nella testa un sacco di raccomandazioni e di speranze. Se avesse dato ascolto ai genitori avrebbe dovuto scegliere una facoltà come ingegneria, oppure medicina. Lui però aveva una idea diversa. I bandi della Università prevedono la garanzia di un alloggio, l'esenzione dalle tasse, e un assegno. Non importa quale sia la facoltà - nei limiti dei posti disponibili - a patto che vengano mantenuti risultati positivi durante il corso di studi.

Christian era partito da Douala con votazioni molto alte nelle scuole superiori, e un preciso desiderio: scrivere. Gli studi che voleva seguire erano quelli di filosofia. I genitori erano stati colti di sorpresa, ma ormai la partenza del familiare - una procedura burocraticamente piuttosto complessa - e tutta la parentela si era riunita per la le celebrazione dell'evento, così il giovanotto, allora venticinquenne, si imbarcò sull'aviogetto.

Ha seguito con grande assiduità tutti i corsi previsti dal suo indirizzo e in più ogni laboratorio e seminario a cui sia riuscito ad iscriversi. Così ha terminato il tragitto della triennale nei tempi regolamentari, con una tesi sulla "Fenomenologia in Merleau-Ponty" (filosofo francese della prima metà del 1900), con la guida del professor Nestore Pirillo. Poi si è dedicato subito alla laurea specialistica - quella quinquennale - e nel luglio 2015 ha ottenuto quella laurea presentando un approfondimento su Merleau-Ponty. Stavolta seguito dal professor Jean-Francois Malherbe, allora ordinario di filosofia morale a Trento.

Ora parla benissimo italiano e capisce anche un po' di dialetto, anche se preferisce scrivere in francese, la sua lingua ufficiale.

Non ha avuto molto tempo libero, perché faceva anche dei lavori per arrotondare le modeste disponibilità offerte dalla mano pubblica. Però non ha trascurato la sua missione fondamentale, quella dello scrittore. Così è nato il volume "Lettre d'un Mbenguiste a sa mere" ("Lettera di unEuropeo a sua madre", atteso che Mbeng è il nome africano dell'Europa).

In questo libro Kuate riesce a combinare in modo eccellente la narrativa, la poesia e l'analisi sociale, offrendo un quadro affascinante e profondo della sua esperienza di vita.

In Italia è stato pubblicato da una coraggiosa Casa Editrice di Ascoli Piceno, la Librati - Libreria Rinascita, che ha superato di slancio i confini che si era data, affascinata, come i lettori, dalla qualità della scrittura di Kuate.

La versione, quasi una riscrittura, è stata curata con grande entusiasmo da un gruppo di studenti dell'Università di Trento, guidati dal professor Gerardo Acerenza, che ha usato positivamente il materiale per il corso di traduzione dal francese.

Il titolo italiano ha un suon volutamente provocatorio: "NEGRO - Lettera ad una madre"per 193 pagine appassionanti come un romanzo. Nelle quali vengono illustrati e messi a confronto i punti di vista di un africano in patria e poi in Trentino. Con molta acutezza si analizzano anche i pregi e qualche difetto della nostra provincia, ma anche quelli della sua terra di origine. Ci sono amori, passioni, sofferenze e gioie. Tutto sotto la bandiera di quella parola che suona politically uncorrect, ma qui è proclamata come una orgogliosa rivendicazione di cultura.

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Jan
5
6:00 PM18:00

La buona novella in via Regia

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Sabato 5 gennaio alle 17.30, aspettiamo "le genti diverse venute dall'est" e ci incontriamo in libreria per ascoltare storie di fiori appassiti a Natale e altri brani dai vangeli apocrifi di Faber "La buona novella".

Ci accompagnano alla chitarra e alla voce FERDY LORENZI e la narrazione di PIERA GASPERI

Uno scambio di auguri, uno scambio di buone notizie tra amici lettori.

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Dec
19
8:30 PM20:30

Combattere con le carte: cartografia di guerra durante il primo conflitto

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In occasione della mostra Guerra in Valsugana - Logistica dietro il fronte e della pubblicazione con il Gruppo Fotoamatori Pergine dei due volumi editi da Curcu Genovese "Preparare la Guerra" e "Ieri e oggi", l'Associazione Forte delle Benne organizza, in collaborazione con Biblioteca Comunale di Levico Terme e La Piccola Libreria una serata assieme al geografo e storico Davide Allegri sul tema della cartografia di guerra, uno dei temi dei saggi che compongono il primo dei due volumi.
Interverrà anche Nicola Dallepiatte, presidente dell'associazione dei fotografi di Pergine, per presentare invece il lavoro fatto sulle fotografie.
Ingresso libero. Vi aspettiamo numerosi.
Ore 20.30, Sala Consiliare del Municipio di Levico Terme, via Marconi 6.
Ingresso libero.

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Dec
13
6:00 PM18:00

DIAOLIN, fisarmonica e cocombrìe

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GIOVEDI 13 alle 18.00 e a venire in libreria a Levico, in via Regia 26. Con noi ci saranno le poesie, la musica e le melanconie di Giuliano Natali, in arte Diaolin, accompagnato dalla sua inseparabile fisarmonica e dall’amico Mauro Pallaver.

Ascolteremo le sonorità uniche e raffinate dei versi in lingua madre intagliati al ritmo dei paesi alti che Diaolin ha composto per la sua ultima silloge "Cocombrìe, anca i redàtoi i scaveza le rame" ovvero - Melanconie, anche uno scricciolo può rompere un ramo -.

Il libro, bellissimo, riporta un ritratto di Mattia Cozzio in copertina e alterna le poesie in dialetto agli accompagnamenti di Mauro Pallaver e Daniel Schueler, che restituiscono il testo in italiano e in inglese.

Diaolin, originario di Sover, scrive in dialetto perché pensa in dialetto, scrive pensieri d’amore e di vita in un miscuglio non sempre chiaro. Condensa in poche parole le fotografie che si ritrova in testa. Sistemista in opensource, pubblica i suoi numerosi componimenti sotto una licenza creative commons e mette a disposizione liberamente le sue registrazioni audio nel suo sito diaolin.com

il 13 dicembre, riponiamo la strozega e ascoltiamo il Diaolin musicare i gorgoglii dell’animo dialetto, e intanto regaliamoci il tempo di un ascolto, dedicato proprio a santa luzia http://www.diaolin.com/wordpress/?p=2141

Dalla prefazione di Mauro Pallaver al libro Cocombrìe:

"Non leggere la versione italiana. E’ quasi un affronto è come guardare il corpo un tempo desiderato disteso sul tavolo dell’anatomopatologo, ascoltare il musicologo che mi spiega quel brano tanto amato. Lasciamoci cullare dalle onde dei termini dialettali…… la canta na slòica la vècia Lavìs la smóndola i cròzzi col sò momolàr la vècia fontana… Mi par di capire che Giuliano voglia invitarci a fermarci, a guardare quella fontana di pietra, ad ascoltare le cose dentro di noi, magari con un bicchiere di Mormorel del Bepo."

L’autore:

Diaolin, Giuliano Natali, è nato a Sover nel 1962 e ha lavorato in albergo fino al 1995.

Fa il sistemista con Software libero da una vita, ed è membro attivo del LinuxTrent Oltrefersina da sempre. Oltre a questo scrive bellissime poesie, suona la fisarmonica e ha scritto e interpretato spettacoli di arte varia in svariati posti del Trentino.

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Dec
3
8:00 PM20:00

SAKE: Il Giappone in un bicchiere al Boivin

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LUNEDI 3 dicembre: continuano le scorribande al Boivin con il pretesto di conoscere i meravigliosi volumi dei tipi di Quinto Quarto Edizioni. Dopo i tempi di recupero entriamo nel mondo del SAKE, raccontato dal super barman Gian Nicola Libardi con gli accostamenti dello chef Riccardo Bosco ispirati dal volume di Marco Massarotto "Sake - Giappone in un bicchiere" 

Sake. Il Giappone in un bicchiere è un manuale divulgativo in formato paperback con contributi fotografici originali e di archivio. Ma è al contempo anche un tablebook dal progetto grafico esclusivo: interni in carta ecologica prodotta con le alghe, cover in carta di riso e illustrazioni dedicate. Il volume si sofferma su tutti gli aspetti di un prodotto unico per qualità e storia: dalle origini alla produzione, dalle diverse tipologie ai segreti del servizio, dagli abbinamenti all’utilizzo in cucina. Un testo completo che negli anni manterrà intatto il suo valore, diventando un riferimento per chiunque voglia avvicinarsi alla bevanda giapponese.

Ore 20:00 cena-degustazione sake Euro 40 
MENU'
La proposta per l'antipasto ricalca l’idea vincitrice di Sake maestro 2017 - https://laviadelsake.it/gekkeikan-sake-maestro-2017-il-vincitore/
Insalata di salmerino marinato, finocchio e arance
Ramen
Dolce di fagioli azuki con gelato al the verde 

Le portate saranno accompagnate dal drink "Sakari" e due sake selezionati per degustare al meglio l'abbinamento cibo/sake
Il libro sarà disponibile all'acquisto a un prezzo speciale.

L’ospite della serata, Gian Nicola Libardi, pluripremiato barman
"È difficile resistere ai modi squisiti di questo barman raffinato e simpatico. Gian Nicola Libardi è uno che fin da ragazzo ha girato il mondo, a botte di viaggi di quattro o cinque mesi. Conosce il sake come pochi – almeno in Occidente – e ha una mente libera e aperta che gli permette di osare nella costruzione dei cocktail, ma con una competenza che, come un paracadute, gli evitando di sfracellarsi nel vuoto." - Il Golosario

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Nov
30
8:30 PM20:30

L'ombra dell'apocalisse al Grand Hotel Imperial

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venerdì 30 novembre alle 20.30, 
Grand Hotel Imperial (Via Silva Domini 1, Levico Terme) 
ingresso libero

MASSIMILIANO UNTERRICHTER presenta il suo ultimo libro "L'ombra dell'apocalisse,la follia di pochi, una famiglia spezzata come tante" ed. Curcu&Genovese in dialogo con Stefano Borile

IL LIBRO
1924. Un protagonista senza nome, un giovane segnato per sempre nel corpo e nell'anima dal primo conflitto mondiale che vive di ricordi viennesi e parigini. Un antieroe a cavallo del secolo breve, estraneo alla violenza. 

L'AUTORE
Nato nel 1953, una vita come funzionario del Corpo Forestale, appassionato bibliofilo e cultore di storia, arte, lingue e attività subacquee, vive a Levico Terme (Tn). Ha esordito nel 1996 con Il cammino delle nuvole. Ha poi pubblicato L’anticamera del Paradiso (2001) e, con lo pseudonimo Leo Wolf, I colori del cardellino (2012). Nel 2016 ha pubblicato "il mondo spezzato", uno spaccato di Austria felix dall'altopiano di Folgaria, sempre per Curcu&Genovese

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Nov
22
8:00 PM20:00

TEMPI DI RECUPERO: si mangiano scarti, si cucina tradizione - Al Boivin!

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>>GIOVEDI 22 NOVEMBRE<<, tempo di banchetti letterari. 
Il binomio cibo e lettere è antico, i versi e le pagine si sprecano. 
NOI NO, NOI NON VOGLIAMO SPRECARE NIENTE. 
Ci accomodiamo al BOIVIN ospiti dello chef Riccardo Bosco con i tipi di Quinto Quarto Edizioni, una fantastica casa editrice che "respira" e ossigena i lettori con pagine saporite fuori dagli schemi, e con Carlo Catani, autore di "Tempi di recupero: scarti, avanzi e tradizione nelle cucine dei grandi chef".

Funzionerà così: Carlo (l'autore) ci parlerà della cultura del riciclo e del lusso di un pasto di recupero. Riccardo ci servirà il suo "tempo di recupero", un menù studiato apposta per noi ispirato al libro di Carlo. 

Ecco l'invito! Affiniamo cuore e palato e lasciamoci invogliare dal quinto quarto, il taglio di carne abbandonato, dal prodotto povero, dagli scarti di cucina. 

La frugalità ci guida ma qui si bada pure alla sostanza, ecco il menù studiato per noi da Riccardo:

Rapa #amimanera e corteccia di topinambur
Serviettenkloß e il suo sguazzet 
Le polpette di nonna Gina 
Pinza con #quelchecècè
Euro 35, acqua del sindaco e vino compresi - Euro 55 con il libro (appena lo sfogliate ne vorrete comprare 2, trattative in loco)

**SU PRENOTAZIONE**
Scriveteci o chiamate, senza timidezza, al Boivin (0461701670) o in libreria (0461701914)

IL LIBRO
Una nuova “cultura del riciclo” si sta riaffermando nelle migliori pratiche di cucina in tutto il mondo. Si tratta, in realtà, di un’arte antica rinnovata e riaggiornata alle consuetudini alimentari odierne. Già nelle più antiche società contadine si prestava la massima attenzione a ogni singolo ingrediente disponibile dando spazio alla creatività per massimizzare l’utilizzo di ogni elemento di scarto.

Questa rinnovata sensibilità ha coinvolto anche protagonisti della cucina internazionale quali Massimo Bottura, ideatore del progetto Food for Soul, con iniziative concrete in tutto il mondo dove la cucina del recupero si sposa perfettamente con la vocazione sociale.

Da questi presupposti è nata nel 2013 Tempi di Recupero, una kermesse culinaria che ha visto alternarsi ai fornelli più di quaranta tra cuochi, azdore (le tradizionali sfogline romagnole) e chef stellati che hanno reinterpretato, attraverso i loro piatti, il tema del recupero, sottolineandone la va- lenza economica e sociale e proponendo nuove soluzioni per combattere lo spreco alimentare.

Carlo Catani ha raccolto voci, volti, immagini, testimonianze, ricette e approfondimenti su storia, tecniche e materie prime, trasformandole in un imperdibile volume introdotto da Carlo Petrini – ideatore e presidente di Slow Food – e stampato su un’esclusiva carta dall’aspetto tattile inusuale prodotta dagli scarti, salvati dalla discarica, di materie prime naturali quali agrumi, uva, ciliegie, lavanda, mais, olive, caffè, kiwi, nocciole e mandorle.

L'AUTORE
Carlo Catani, dopo nove anni in banca decide di trasformare la passione enogastromica in lavoro. Gestisce un ristorante e partecipa alla creazione dell’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, di cui mantiene la direzione per cinque anni. Oggi organizza la rassegna Cinemadivino, collabora con l’associazione Chef to Chef ed è consulente di diverse aziende oltre che ideatore di eventi enogastronomici.

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Nov
15
9:00 AM09:00

4 ANNI INSIEME: buon compleanno piccola libreria!

ANCHE HEMINGWAY FESTEGGEREBBE CON NOI

ANCHE HEMINGWAY FESTEGGEREBBE CON NOI

4 anni insieme, festeggiamo :-)

Buon compleanno Piccola Libreria, buon compleanno lettori!
Il 15 novembre di quattro anni fa alzavamo per la prima volta la serranda su via Regia 26, nella piccola Levico. Un timido fondu.
Oggi vi chiamiamo a raccolta, amici lettori, e a voi brindiamo, perché con la vostra eccezionale curiosità e attenzione ci date la carica ogni giorno e perché continuate a sorprenderci e a rendere possibile 

**L' A V V E N T U R A**

Per festeggiare ci regaliamo una anteprima libraia con l'autore Massimiano Bucchi - Libri. Con il suo Pollo di Newton ci tenne praticamente a battesimo, con Per un pugno di idee ci esaltammo per la storia della Moka e finimmo a SuperQuark, con le storie di Come vincere un Nobel raccontò l'immagine pubblica della scienza e qualche gossip sugli scienziati più famosi.

Per la nostra festicciola, il sociologo della scienza più amato dalle librerie ci presenterà quello che forse è il suo libro più divertente, in uscita il 6 novembre per Rizzoli:
SBAGLIARE DA PROFESSIONISTI
Storie di errori e fallimenti memorabili

Qual’è il vostro errore memorabile? Scrivete il fallimento più clamoroso, sottoposto al giudizio della giuria popolare improvvisata e sgarruppata. Il fallimento con più voti vincerà una copia del libro.  Ci pare bellissimo no? E' un mondo adulto...

Per tutta la giornata del 15 inoltre:
Il cadeau libraio per lettori grandi e piccini 
le quiche di mamie Sylvia/lo strudel di Annarosa
il vino della premiata EnoValsugana
il succo di mela della Azienda agricola "AI MASI"

Vi aspettiamo!
(e chi non viene è come al solito un chupacabra)

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Nov
3
6:30 PM18:30

CARMINE ABATE presenta LE RUGHE DEL SORRISO

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Sabato 3 novembre, 18h30 - Salottino del Caffè Nazionale
CARMINE ABATE in dialogo con FAUSTA SLANZI presenta il suo ultimo romanzo "Le rughe del sorriso" (Mondadori, ottobre 2018) - ingresso libero

Dopo aver raccontato l’emigrazione italiana in Europa e nel mondo, Carmine Abate affronta di petto la drammatica migrazione dall’Africa verso l’Italia e lo fa con un romanzo corale e potente. 

Le rughe del sorriso è la storia di Sahra, una giovane somala che parte dalla sua terra e arriva in un centro di seconda accoglienza in Calabria, Sahra un giorno scompare e a mettersi sulle sue tracce, “come un investigatore innamorato”, è il suo insegnante di italiano, Antonio Cerasa, che ne ricostruisce la storia, drammatica e attualissima: da un villaggio di orfani alla violenza di Mogadiscio, dall’inferno del deserto e delle carceri libiche fino all’accoglienza in Calabria.

Sahra, la giovane somala che anima il romanzo con la sua presenza (non meno che con la sua assenza), è un personaggio memorabile, destinato a rimanere definitivamente nella galleria dei grandi personaggi letterari femminili.
Con questo libro Carmine Abate ci porta nel cuore della storia dei nostri giorni, là dove si decide il destino di tutti. E ci coinvolge senza artifici ideologici, moralismi o compiacimenti letterari, restituendoci un sentimento del mondo che – malgrado tutto – si apre alla meraviglia di esistere.

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Oct
18
6:00 PM18:00

DOMENICO BARRILA' - SUPERCONNESSI - Anteprima nazionale

ANTEPRIMA NAZIONALE A TRENTO: GIOVEDI 18 OTTOBRE ORE 18:00 presso SALA ARCHEOLOGICA PIAZZA LODRON. Entrata libera.
Domenico Barrilà, psicoterapeuta e analista adleriano, presenta in anteprima nazionale il suo nuovo libro "I superconnessi".
"Come il digitale e le reti social hanno condizionato le menti dei nostri figli?
Come possiamo riprendere in mano le redini dell’educazione e tornare a crescerli senza false paure?
Come possiamo affrontare e vincere la sfida pedagogica che ci è stata lanciata dall’universo digitale, riportando il pendolo dalla parte dei nostri figli?
Barrilà guarda in faccia la rivoluzione digitale e gli effetti da essa prodotti nel delicato recinto che ospita educatori, genitori, bambini e ragazzi, portandoci a ragionare senza isterie e a misurarci con i riflessi dei cambiamenti, positivi e negativi, generati da vecchie e nuove realtà."
#libro #superconnessi #social #digitale #sfidaeducativa #figli #realtà#genitori #educatori #bambini #ragazzi #rivoluzione #cambiamenti 
per informazioni: info@associazioneinventum.org

http://www.feltrinellieditore.it/ope…/opera/i-superconnessi/

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Sep
29
6:30 PM18:30

Biagio d'Angelo alla 30 Trentina: non ci resta che correre

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Sabato 29 settembre, alle 18.30 in piazza della Chiesa.
In occasione della presentazione del percorso de la 30 Trentina e dei top runner, ascoltiamo la storia di BIAGIO D'ANGELO, autore di "Non ci resta che correre. Una storia d'amore e resistenza" (Rizzoli, 2017).
Una dichiarazione d’amore per la corsa, scritta con una penna coinvolgente, ironica e commovente. Biagio dialogherà con l'appassionata Chiara Serbini, lettrice, runner, visionaria.

l momento in cui ti innamori, anche se mentre lo vivi non te ne rendi conto, innesca conseguenze impreviste e irreversibili. È ciò che succede anche al protagonista di questo libro, quarantacinque anni, padre separato, quando un sabato pomeriggio di marzo mette su la prima maglietta di cotone che gli capita, un paio di vecchie scarpe e invece di andare in palestra tira dritto e comincia a correre lungo il Naviglio: due chilometri all’andata e due al ritorno. Perché sì, è della corsa che si innamora. Di quella cosa che si fa per non impazzire, per tornare bambini o per preparare il viaggio più bello della vita: la prima maratona.

Ed è così che nasce questo libro che parla di running. Perché a dare il passo all’autore ci sono tanti personaggi incredibili: per esempio c’è Edoardo, che scopre la corsa a sessant’anni sotto gli sguardi irridenti dei suoi compaesani e che oggi, a settantotto, è il secondo ultramaratoneta al mondo della sua categoria; c’è Constantin, che corre in stampelle dopo l’amputazione di una gamba; c’è Mahanidhi, prototipo del corridore-cercatore; c’è persino Chet Baker, che appare come una visione in un’alba nebbiosa alle porte della città. E c’è appunto Milano, la Milano del Parco Sempione e quella delle periferie, di tanti luoghi nascosti e tanti sguardi possibili solo all’occhio di chi li attraversa correndo.

Con il suo primo libro, Biagio D’Angelo scrive una dichiarazione d’amore coinvolgente, commovente e autoironica, che appassionerà tanto i runner di lungo corso quanto i neofiti alle prese con i primi chilometri.

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Sep
8
6:30 PM18:30

Levico Terme incontra Vladimir Luxuria: Perù aiutami tu

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VLADIMIR LUXURIA torna a Levico Terme! 
Sabato 8 settembre alle 18.00 in piazza della Chiesa la spumeggiante ex parlamentare della Repubblica, opinionista tv e scrittrice ci parlerà dei suoi prossimi progetti e dei suoi viaggi solitari in capo al mondo. Anfitrione della serata Alberto Faustini.

Sola soletta, zaino in spalla, Vladimir Luxuria l'estate scorsa ha intrapreso un lungo viaggio alla scoperta della terra degli Incas. Ce lo racconta in "Perù aiutami tu" (Piemme ed, 2018) un brillante diario di viaggio che svela la bellezza, i contrasti e la magia del paese sudamericano: il mare freddo, le foche e i leoni marini, le contraddizioni tra modernità e radici preispaniche, l'imponenza del Macchu Picchu, i prodigi di tecnica delle linee di Nazca, la poesia di Hidalgo Lobato. 
Scopriremo, ancora una volta, che la conoscenza è il miglior antidoto contro il pregiudizio.

NB: In caso di pioggia ci ripariamo nella sala convegni del Palazzo delle Terme, Viale Vittorio Emanuele (Levico Terme)

Vladimir Luxuria è attivista per i diritti umani e LGBT, ex parlamentare PRC, scrittrice e autrice teatrale, voce radiofonica e volto televisivo. Alla fine degli anni Ottanta inizia il suo impegno nel movimento per i diritti della comunità lgbt (lesbica, gay, bisessuale e transgender). Entra a far parte del Circolo di cultura omosessuale Mario Mieli, di cui nel 1993 diventa direttore artistico inventando le serate di Muccassassina.
Ha organizzato il primo Gay Pride italiano, tenutosi a Roma il 2 luglio 1994, e il Gay Village, di cui è tutt'ora attiva protagonista e animatrice. È stata la prima persona transgender a essere eletta al Parlamento italiano, e la prima di uno Stato europeo.
Dopo la sua autobiografia (Il coraggio di essere una farfalla, Piemme, 2017), con questo libro torna alla satira di costume, già apprezzata nel suo bestseller "Chi ha paura della Muccassassina?" (2007).

Ultimo appuntamento di "Levico incontra gli autori" - Rassegna letteraria di montagna vita e poesia che ha animato l'estate levicense. A cura de La Piccola Libreria e della Biblioteca Comunale di Levico Terme. in collaborazione con l'Associazione Forte Colle delle Benne, Chiarentana, il Comune di Levico Terme, Valsugana - Lagorai, Terme, Laghi, Visit Levico Terme, Terme di Levico e Vetriolo Levicofin , Grand Hotel Imperial Levico Terme, Caffè Nazionale, Ristorante Enoiteca BOIVIN
Con il sostegno di: Asat Levico Terme, Levico Acque e Cassa Rurale Alta Valsugana.

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Sep
1
9:00 PM21:00

Levico Terme incontra il poeta Julian Zhara: Vera deve morire

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Sabato 1 settembre, alle 21.00 - Piazza della Chiesa
Levico incontra JULIAN ZHARA, poeta e performer veneziano originario di Durazzo. Anfitriona della serata la poeta Laura Liberale

"Vera deve morire", raccolta di poesie pubblicata per Interlinea nella collana Lyra Giovani a cura di Franco Buffoni, affronta la difficile dicotomia del verso nato per la voce alla prova della pagina scritta e lo fa prediligendo uno stile lirico, mettendo in campo il genere della poesia lirica per antonomasia: l’amore impossibile. Ventotto componimenti per narrare la fine di una relazione, l’impossibilità di riconciliarsi, con uno strappo cinematografico tra due corpi e tra due lingue – l’italiano e l’albanese -. Strappami la lingua madre poi / avvicina la tua bocca alla mia, / amplificami i lamenti» Julian Zhara impasta la lingua della comunicazione quotidiana e della sua formazione (l'italiano) con quella dell'infanzia e dell'inconscio (l'albanese), è nato infatti a Durazzo, in Albania e si è trasferito in 13 anni in Italia. Oggi vive a Venezia, dove si è laureato in Economia e Gestione delle Arti con una sorprendente tesi sulla storia della poesia italiana attraverso l’editoria. Con le sue poesie ha creato l’inedita formula della “cantillazione”, ibridazione tra poesia e musica.

L'AUTORE
Poeta, performer, organizzatore di eventi culturali, Julian Zhara è nato a Durazzo (Albania) nel 1986. Si trasferisce in Italia nel 1999. Ha all’attivo una pubblicazione in plaquette: In apnea (Granviale, 2009). Presente tra i finalisti del Premio Dubito in L’epoca che scrivo, la rivolta che mordo (Agenzia X, 2013). Dal 2012 lavora col compositore Ilich Molin. Nel 2014 partecipa con un progetto di spoken music a Generation Y, evento sulla poesia ultima, a cura di Ivan Schiavone, al MAXXI. Sempre con lo stesso progetto, è presente nell’omonimo documentario andato in onda su Rai 5. Dal 2013 al 2016, cura assieme a Blare Out il Festival di poesia orale e musica digitale Andata e Ritorno e per Ca’ Foscari un ciclo di presentazioni e convegni. Nel 2016 gli viene assegnato il Premio Internazionale di poesia “Alfonso Gatto” per i giovani, cura la direzione artistica del festival di poesia Flussidiversi/9 e nello stesso anno presenta la sua ricerca in due università oltre a molti festival italiani. Sue poesie sono presenti in blog e riviste specializzate nonché in La poesia italiana degli anni Duemila (Carrocci, 2017) di Paolo Giovannetti. Nel 2018 esce per Interlinea il suo primo libro di poesie: Vera deve morire. Vive, lavora e scrive a Venezia.

ingresso libero - in caso di pioggia ripariamo a Villa Sissi- Grand Hotel Imperial (Via Silva Domini 1)

serata organizzata nell'ambito della rassegna letteraria di montagna, vita e poesia "Levico incontra gli autori", a cura della Biblioteca Comunale di Levico Terme e de La Piccola Libreria, in collaborazione con l'Associazione Forte Colle delle Benne, Chiarentana, il Comune di Levico Terme, Valsugana - Lagorai, Terme, Laghi, Visit Levico Terme, Terme di Levico e Vetriolo Levicofin , Grand Hotel Imperial Levico Terme, Caffè Nazionale, Ristorante Enoiteca BOIVIN
Con il sostegno di: Asat Levico Terme, Levico Acque e Cassa Rurale Alta Valsugana.

 

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Aug
25
9:00 PM21:00

Levico incontra Francesca Genti: la poesia è un unicorno (quando arriva spacca)

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Sabato 25 la piazza di Levico accoglie una delle poetesse più amate e pop del nostro Paese: FRANCESCA GENTI.
Anfitrione della serata, Gigi Zoppello

“La poesia, come l’unicorno, è dotata di poteri magici, ti fa piangere e ridere, stupire e volare” 

FRANCESCA GENTI da 20 anni scrive poesie, crede nel miracolo delle parole ed è convinta che la poesia si trova ovunque, soprattutto quando e dove non te l’aspetti: sui muri dei bagni della stazione, in bocca al venditore di olive taggiasche del mercato rionale, nel circolo della bocciofila. 
A Levico ci racconterà come farlo, partendo dalle sue poesie fresche, bollenti, affilate, carezzevoli, raccolte in "Anche la sofferenza ha la sua data di scadenza - Poesie per gatte governate da Saturno" (Harpercollins Italia, 2018) e dal saggio "La Poesia è un unicorno (quando arriva spacca)" (Mondadori, 2018). 
Francesca Genti accolta sul palco da Gigi Zoppello ci indicherà dove cercare la poesia, come riconoscerla e i tanti modi per usarla: per protestare contro i potenti (poesia civile), per celebrare il proprio ombelico (lirica) o divertire un bambino (filastrocca), per mandare a monte un matrimonio sbagliato (invettiva) o cantare l’universo (laude).

FRANCESCA GENTI è nata a Torino e vive a Milano. È una ragazza elettrica, poeta e Tagesmutter. Con Manuela Dago ha dato vita a un esperimento editoriale fuori dagli schemi chiamato Sartoria Utopia, che lei stessa definisce «una capanna editrice che progetta, stampa e cuce libri di poesia dei più interessanti autori della scena poetica contemporanea italiana.»

La sua ultima raccolta di poesie si intitola "Anche la sofferenza ha la sua data di scadenza-Poesie per gatte governate da Saturno" (Harper Collins, 2018). La poesia è un unicorno (quando arriva spacca) (Mondadori, 2018) è il suo primo saggio.

ingresso libero - serata organizzata nell'ambito della rassegna letteraria di montagna, vita e poesia "Levico incontra gli autori", a cura della Biblioteca Comunale di Levico Terme e de La Piccola Libreria, in collaborazione con l'Associazione Forte Colle delle Benne, Chiarentana, il Comune di Levico Terme, APT Valsugana - Lagorai, Terme, Laghi, Visit Levico Terme, Terme di Levico e Vetriolo Levicofin, , Grand Hotel Imperial Levico Terme, Caffè Nazionale, Ristorante Enoiteca BOIVIN
Con il sostegno di: Asat Levico Terme, Levico Acque e Cassa Rurale Alta Valsugana.

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Aug
17
9:00 PM21:00

Levico Terme incontra Paola Barbato e Matteo Bussola

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Venerdì 17 alle ore 21.00 appuntamento in piazza della Chiesa a Levico Terme con PAOLA BARBATO e MATTEO BUSSOLA, accompagnati dal premio Calvino EMANUELA CANEPA.

La coppia dell’editoria italiana Barbato e Bussola, lei sceneggiatrice di Dylan Dog e regina del thriller, lui fumettista, scrittore e autore radiofonico, condividono il palco della rassegna estiva Levico incontra gli autori.  

La vita di Matteo Bussola e Paola Barbato si destreggia tra momenti di carta e inchiostro, aneddoti di vita quotidiana e la crescita di tre figlie. Matteo scrive cose vere così bene che sembrano inventate, mentre Paola scrive cose inventate così bene che sembrano vere. Paola Barbato, premio Scerbanenco, regala un nuovo thriller ad alta intensità che affronta la dipendenza da cellulare, la furia di un amore malato e ha come protagonista una inetta ostaggio di una intimità perversa tra vittima e carnefice. Bussola, abilissimo racconta storie, è stato il caso letterario del 2016 con“Notti in bianco e baci a colazione”, un libro ironico e struggente sulla magia di essere padre. Nel nuovo romanzo scrive di sentimenti senza scadere nei sentimentalismi, indaga la vita di coppia e le relazioni. L’autore parla di sé, ma anche di chi incontra sul treno o al bar. Tutto diventa spunto narrativo. “Io uomo, vi dico: il cuore non ha sesso”. 

Paola Barbato - Io so chi sei - Piemme editori, 2018
Matteo Bussola - La vita fino a te - Einaudi, 2018

ingresso libero - in caso di pioggia ripariamo a Villa Sissi, Grand Hotel Imperial (via Silva Domini 1)

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