Jul
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to Jul 31

Levico Terme incontra gli autori: il programma di luglio

LEVICO TERME INCONTRA GLI AUTORI RASSEGNA LETTERARIA DI MONTAGNA VITA E POESIA - GLI APPUNTAMENTI DI LUGLIO

sabato 7 LUGLIO, 11h00 -  Parco delle Terme
Daniele Zovi, Alberi Sapienti. Antiche Foreste (Utet, 2018)
“La preghiera è stare in silenzio nel bosco”
MARIO RIGONI STERN - 10 anni dopo

sabato 14 LUGLIO, 21h00 - Piazza della Chiesa
Nicola Attadio, Dove nasce il vento (Bompiani, 2018) con Paolo Morando
Esistono poche storie in grado di raccontarci cosa è stato essere una donna di fine ottocento, per giunta giornalista. Nicola Attadio, autore per Radio3 di “vite che non sono la tua” ricostruisce la straordinaria vita della creatrice del giornalismo d’inchiesta e pioniera dell’emancipazione femminile, Nellie Bly, a free american girl. A fine Ottocento fu capace di calarsi tra le operaie delle acciaierie e tra le donne rinchiuse in manicomio, ma anche di fare il giro del mondo in soli 72 giorni. Un’antesignana che aprì la strada a pilastri del giornalismo come Matilde Serao, Martha Gellhorn, Oriana Fallaci o Anna Politkovskaja.

mercoledì 18 LUGLIO 21h00 - Grand Hotel Imperial
Marco Boato, Il lungo ’68 in Italia e nel Mondo (La Scuola, 2018)
La contestazione che ha cambiato le coscienze in Trentino, in Italia e nel mondo, raccontata esattamente cinquant’anni dopo da Marco Boato, sociologo e più volte parlamentare che quell’anno lo ha vissuto da protagonista. 

sabato 21 LUGLIO 21h00 - Piazza della Chiesa / Festival del Benessere
Silvia Salvagnini, Il seme dell’abbraccio (Bompiani, 2018)
Concerto per poesia, musica e canzone
“Rivendico il coraggio del mio cuore/il mio cuore capace di osare'': Silvia Salvagnini canta un cammino con parole per voce femminile che aspira alla gioia. 

sabato 28 LUGLIO 21h00 - Piazza della Chiesa
Emanuela Canepa, L’animale femmina (Einaudi, 2018)
All’unanimità - Premio Calvino 2017
Esiste un modo perfetto di raccontare la molestia? Esiste la forma più efficace e poetica che riassuma in una storia quello che è successo negli ultimi mesi? Esiste: "L'animale femmina" di Emanuela Canepa, accompagnata da Laura Liberale

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Aug
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to Sep 9

Levico Terme incontra gli autori: il programma di agosto e settembre

venerdì 3 AGOSTO, 21h00 - Piazza della Chiesa - serata di solidarietà
Gianbattista Rigoni Stern presenta “La transumanza di pace”  dalla Valsugana a Srebrenica
MARIO RIGONI STERN - 10 anni dopo - con Daniele Zovi
Gianbattista Rigoni Stern, figlio del “sergente Mario”, porta a Levico il progetto di solidarietà che dal 2009 lo vede impegnato per far rinascere i pascoli dell’altopiano di Suceska, a pochi chilometri da Srebrenica. Dopo le mucche della Val Rendena, anche le mucche “adottate” in Valsugana daranno il loro contributo per aiutare a ricostruire il futuro agricolo di una comunità bosniaca che patisce, ancora oggi, le conseguenze e i danni della devastazione della guerra. Gianni Rigoni Stern si è fatto ponte per trasferire la sua esperienza e sapienza legata ai ritmi della natura da un Altopiano italiano, quello di Asiago, verso un Altopiano bosniaco. Con un documentario e con il suo racconto di ri-generazione di valori, di scambi e relazioni positive legate alla terra, “tra compaesani che vivono differenti geografie”, ci racconterà la sua storia. "Giacché al mondo siamo tutti paesani" (MRS, Il Bosco degli Urogalli)

sabato 11 AGOSTO 21h00 - Piazza della Chiesa
Marcello Fois, Renzo, Lucia e Io (Add, 2018) - L’infinito non finire (Einaudi, 2018) con Fausta Slanzi "Perché noi sardi siamo speciali quando ci mettiamo una cosa in testa” (Marcello Fois, In Sardegna non c’è il mare, 2008). Dal cuore allagato della Sardegna, dalla sua roccia stuprata scaturisce la silloge Einaudi l'Infinito non finire, un accorato canto in otto strofe che seduce e sfida, affabula e sdegna. “Ho tradito - si lamenta Marcello Fois - tutte le volte che sono stato turista a casa mia e ho venduto la mia immagine alla memoria del luogo comune. Quanto chiudere gli occhi e sopportare, quanto accontentarsi di orizzonti limitati”. Narratore prolifico, con frequenti incursioni nella scrittura radiofonica, teatrale e televisiva, vincitore di numerosi premi letterari, lo scrittore barbaricino porterà a Levico anche un testo nato dalla passione per la letteratura, un’apologia dell’opera di Alessandro Manzoni “Renzo, Lucia e io: perché, per me, I Promessi Sposi è un romanzo meraviglioso”.

martedì 14 AGOSTO, 17h00 - Forte Colle delle Benne
Giuseppe Mendicino, Il coraggio di dire NO e Portfolio Alpino (Priuli&Verlucca, 2018)
MARIO RIGONI STERN - 10 anni dopo
Giuseppe Mendicino, biografo di Mario Rigoni Stern, ci propone un viaggio alla scoperta di uno dei più grandi scrittori del nostro Novecento: atipico e originale, non può essere inserito in alcuna corrente letteraria. Per lo stile nitido e per il forte codice di valori può essere accostato solo a Primo Levi e a Nuto Revelli. E’ stato lo scrittore dell’altipiano dei Sette Comuni e dopo il ritorno dalla guerra non se ne è mai voluto allontanare, ma i suoi libri sono stati tradotti in tutto il mondo, perché il suo saper scrivere e i valori etici che traspaiono dalle sue pagine, sono riconoscibili a tutte le latitudini. Era un grande scrittore ma anche un uomo di altissima coscienza morale, aveva la forza e la sensibilità di indignarsi fortemente quando vedeva prevalere l’ingiustizia tra gli uomini e la speculazione distruttrice dell’ambiente naturale. Detestava i retori e i demagoghi, i prepotenti e i disonesti. A 10 anni dalla sua scomparsa la sua eredità letteraria, civile e morale, che trascende tempi e  luoghi, continua a coinvolgerci ancora oggi.

venerdì 17 AGOSTO, 21h00 - Piazza della Chiesa
Paola Barbato, Io so chi sei (Piemme, 2018), Matteo Bussola, La vita fino a te (Einaudi, 2018)  accompagnati da Emanuela Canepa, Premio Calvino 2017
La golden couple dell’editoria italiana, Paola Barbato e Matteo Bussola, lei sceneggiatrice di Dylan Dog e regina del thriller, lui fumettista, scrittore e autore radiofonico, condividono il palco.  La vita di Matteo Bussola e Paola Barbato si destreggia tra momenti di carta e inchiostro, aneddoti di vita quotidiana e la crescita di tre figlie. Matteo scrive cose vere così bene che sembrano inventate, mentre Paola scrive cose inventate così bene che sembrano vere. Paola Barbato, premio Scerbanenco, regala un nuovo thriller ad alta intensità che affronta la dipendenza da cellulare, la furia di un amore malato e ha come protagonista una inetta ostaggio di una intimità perversa tra vittima e carnefice. Bussola, abilissimo racconta storie, è stato il caso letterario del 2016 con“Notti in bianco e baci a colazione”, un libro ironico e struggente sulla magia di essere padre. Nel nuovo romanzo scrive di sentimenti senza scadere nei sentimentalismi, indaga la vita di coppia e le relazioni. L’autore parla di sé, ma anche di chi incontra sul treno o al bar. Tutto diventa spunto narrativo. “Io uomo, vi dico: il cuore non ha sesso”. 

sabato 25 AGOSTO 21h00 - Piazza della Chiesa
Francesca Genti, La poesia è un unicorno, quando arriva spacca (Mondadori, 2018) con Gigi Zoppello
Una delle poetesse più amate e pop del nostro Paese, da 20 anni scrive poesie, crede nel miracolo delle parole ed è convinta che è possibile trovare poesie ovunque, soprattutto quando e dove non te l’aspetti: sui muri dei bagni della stazione, in bocca al venditore di olive taggiasche del mercato rionale, nel circolo della bocciofila.  La poesia, come il piccolo ma invincibile unicorno, è dotata di poteri magici: spesso vittima di enormi fraintendimenti, ma una cosa è certa: quando se ne è toccati qualcosa in noi muta per sempre. Francesca Genti ci indica dove cercarla, come riconoscerla e i tanti modi per usarla: per protestare contro i potenti (poesia civile), per celebrare il proprio ombelico (lirica) o divertire un bambino (filastrocca), per mandare a monte un matrimonio sbagliato (invettiva) o cantare l’universo (laude).

sabato 1 SETTEMBRE, 21h00 - Piazza della Chiesa
Julian Zhara, Vera deve morire (Interlinea, 2018) con Laura Liberale

“Strappami la lingua madre poi / avvicina la tua bocca alla mia, / amplificami i lamenti» il poeta orale e performer Julian Zhara impasta la lingua della comunicazione quotidiana e della sua formazione (l'italiano) con quella dell'infanzia e dell'inconscio (l'albanese).  Julian Zhara è nato infatti a Durazzo, in Albania e si è trasferito in 13 anni in Italia. Oggi vive a Venezia, dove si è laureato in Economia e Gestione delle Arti con una sorprendente tesi sulla storia della poesia italiana attraverso l’editoria. Con le sue poesie ha creato l’inedita formula della “cantillazione”, ibridazione tra poesia e musica.

sabato 8 SETTEMBRE, 21h00 - Piazza della Chiesa
Vladimir Luxuria, Perù aiutami tu (Piemme, 2018) con Alberto Faustini
Torna a Levico, e alla satira di costume, Vladimir Luxuria. Sola, zaino in spalla, gitana e vagabonda, per un mese parte lontano da tutti, alla scoperta di un Perù che non ti aspetti. Un viaggio intenso e appassionante in una terra magica, da Lima ad Arequipa, da Cuzco a Machu Picchu, tra colori, profumi, piatti tipici, paesaggi incantevoli e tradizioni secolari, per raccontare le contraddizioni di un Sud America moderno che subisce ancora la prepotenza di antichi e nuovi popoli invasori.

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Jul
22
1:30 PM13:30

Levico incontra EMANUELA CANEPA: L'animale Femmina (Einaudi 2018) - Premio Calvino

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Il Premio Calvino EMANUELA CANEPA ospite di "Levico incontra gli autori". Felicissimi di ospitarla sabato 28 alle 21.00, in Piazza della Chiesa, in compagnia di Laura Liberale.

Vincitrice del Premio Calvino 2017 all'unanimità con "L'animale femmina" (Einaudi 2018), Emanuela Canepa mette a nudo non solo le contraddizioni delle donne, ma anche la fragilità degli uomini. E scrive un'educazione sentimentale in cui le dinamiche di potere si ribaltano, rivelando quanto siamo inermi, tutti, di fronte a chi amiamo.

"Mi interessava indagare il ruolo dell’educazione femminile nella costruzione della personalità e della biografia di un personaggio: in che misura siamo culturalmente addestrate a farci da parte, o a delegare all’amore e alle relazioni la totalità del nostro potere creativo? L’amore è fondamentale, ovviamente, ma non più della piena realizzazione di sé. E invece è quasi sempre sottinteso che una donna che ha una relazione piena e felice, o una famiglia accogliente, in fondo non ha altro da chiedere alla vita. Ribadisco che sono la prima a credere che amore e famiglia siano fondamentali. Ma per quale motivo siamo così spesso scoraggiate dal chiederci: a parte questo, perché sono venuta al mondo? Cosa sono chiamata a realizzare?" 
https://giacomoverri.wordpress.com/2018/05/08/ritratti-dal-calvino-intervista-a-emanuela-canepa/ 

IL LIBRO
Rosita è scappata dal suo malinconico paese, e dal controllo asfittico della madre, per andare a studiare a Padova. Sono passati sette anni e non ha concluso molto. Il lavoro al supermercato che le serve per mantenersi l'ha penalizzata con gli esami e l'unico uomo che frequenta, al ritmo di un incontro al mese, è sposato. Ma lei è abituata a non pretendere nulla. La vigilia di Natale conosce per caso un anziano avvocato, Ludovico Lepore. Austero, elegante, enigmatico, Lepore non nasconde una certa ruvidezza, eppure si interessa a lei. La assume come segretaria part time perché possa avere piú soldi e tempo per l'università. In ufficio, però, comincia a tormentarla con discorsi misogini, esercitando su di lei una manipolazione sottile. Rosita la subisce per necessità, o almeno crede. Non sa quanto quel rapporto la stia trasformando. Non sa che è proprio dentro una gabbia che, paradossalmente, si impara a essere liberi.

L'AUTRICE
Emanuela Canepa, romana per nascita e padovana di adozione, vive e lavora in mezzo ai libri. Ha conseguito prima la laurea in Storia Medievale, poi quella in Psicologia e ad oggi lavora come bibliotecaria presso l’università di Padova.

LA RASSEGNA
La rassegna letteraria di montagna, vita e poesia "Levico incontra gli autori"
Dal 7 luglio al 9 settembre, 12 appuntamenti per un’estate di prosa e poesia dedicati a tutti e per tutti. L’ingresso a tutti gli appuntamenti è gratuito.
Organizzata dalla Biblioteca Comunale di Levico Terme e da La Piccola Libreria di Levico Terme in collaborazione con: Comune di Levico Terme, APT Valsugana Lagorai, Visit Levico Terme, Terme di Levico e Vetriolo Levicofin, Associazione Culturale Chiarentana, Associazione Forte Colle delle Benne, Sat Levico Terme, Grand Hotel Imperial Levico Terme, Caffè Nazionale, Ristorante Enoiteca BOIVIN
Con il sostegno di : Asat Levico Terme, Levico Acque e Cassa Rurale Alta Valsugana.

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Jul
21
9:00 PM21:00

Levico incontra SILVIA SALVAGNINI: concerto per parole musica e poesia

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Poesia e musica saranno protagoniste dell’appuntamento di sabato 21 luglio alle 21.00 nell’ambito della rassegna “Levico incontra gli autori” , ospiti del Festival del Benessere che si svolge proprio a Levico in quei giorni.
“Il seme dell’abbraccio” di Silvia Salvagnini è un libro edito da Bompiani è un disco omonimo prodotto da Milk – Minds in a Lovely Karma. Il progetto, più ampio di quello strettamente testuale, vede Salvagnini alla voce, Nico De Giosa alle musiche e Alessandra Trevisan al canto. I testi poetici diventano frammenti vocali, più-che-canzoni e ‘pezzi unici’ tradotti in più lingue; la poesia è letta e collocata nella dimensione di un ascolto lieve, empatico e vivo; così la musica, che dà spazio e nuova necessità alle parole. 

“Rivendico il coraggio del mio cuore / il mio cuore capace di osare”: Silvia Salvagnini racconta, nel suo libro, un cammino, quello di una giovane donna che si affida alla vita e all’amore senza filtri, “più nuda del lampione / con la pelle senza sapone”, e ne scopre la meraviglia e la durezza. Sotto i nostri occhi, come in un romanzo fatto per squarci e illuminazioni, si compone la storia di un amore e del suo sgretolarsi, di una vita che si raccoglie intorno a dettagli quotidiani – il divano, la cipolla da sbucciare, l’orlo di un lenzuolo, la fatica del lavoro in un call center – ma che sempre aspira a un orizzonte più vasto. Sono versi che si impigliano nel dolore, nello smarrimento per la violenza che irrompe tra le pareti di casa, eppure non si polarizzano mai sulla retorica della vittima e del carnefice; parole tese fino ad assumere forme nuove, sempre alla ricerca di uno spazio per la voce femminile, che nasce dal profondo di un corpo che aspira alla gioia. Versi che non rinunciano a cercare un seme da cui ricominciare.

Silvia Salvagnini è nata a Venezia nel 1982. Ha esordito nel 2004 con le poesie di “Silenzio cileno” (Auteditori), seguite da “I baci ai muri” (Mimisol 2006). Nel 2009, con l’opera “laelefantevolante”, ha vinto il premio per la poesia contemporanea Antonio Delfini, a cura di Nanni Balestrini. Ha pubblicato gli albi illustrati “L’orlo del vestito” (Sartoria Utopia 2016), e “Il giardiniere gentile” (VerbaVolant 2016). Nel 2015 è stata tra i poeti ospiti alla Sorbona, a Parigi, per il convegno “Génération 80”, come una delle voci più originali della sua generazione. È pianista e illustratrice. Realizza concerti in cui parole, immagini e musica si mescolano per dare forma a una poesia viva.

La rassegna letteraria di montagna, vita e poesia "Levico incontra gli autori"
Dal 7 luglio al 9 settembre, 12 appuntamenti per un’estate di prosa e poesia dedicati a tutti e per tutti. L’ingresso a tutti gli appuntamenti è gratuito.

Organizzata dalla Biblioteca Comunale e da La Piccola Libreria di Levico Terme in collaborazione con: Comune di Levico Terme, APT Valsugana - Lagorai, Terme, Laghi, Visit Levico Terme, Terme di Levico e Vetriolo Levicofin, Associazione Culturale Chiarentana, Associazione Forte Colle delle Benne, Sat Levico Terme, Grand Hotel Imperial Levico Terme, Caffè Nazionale, Ristorante Enoiteca BOIVIN
Con il sostegno di : Asat Levico Terme, Levico Acque e Cassa Rurale Alta Valsugana.

 

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Jul
18
9:00 PM21:00

Levico incontra MARCO BOATO: il lungo '68

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mercoledì 18 LUGLIO 21h00 - Grand Hotel Imperial

Marco Boato, Il lungo ’68 in Italia e nel Mondo (La Scuola, 2018) 

con Fernando Orlandi e Giuseppe Colangelo

La contestazione che ha cambiato le coscienze in Trentino, in Italia e nel mondo, raccontata esattamente cinquant’anni dopo da Marco Boato, sociologo e più volte parlamentare che quell’anno lo ha vissuto da protagonista. Un libro né nostalgico né celebrativo, nel quale si lascia poco spazio al rimpianto e molto all’analisi di un anno cruciale che creò una frattura tra ciò che c’era prima e ciò che sarebbe arrivato dopo, poiché alcune cose – pensate, prodotte, immaginate in quella stagione – restano.

 

La rassegna letteraria di montagna, vita e poesia "Levico incontra gli autori"
Dal 7 luglio al 9 settembre, 12 appuntamenti per un’estate di prosa e poesia dedicati a tutti e per tutti. L’ingresso a tutti gli appuntamenti è gratuito.

Organizzata dalla Biblioteca Comunale e da La Piccola Libreria di Levico Terme in collaborazione con: Comune di Levico Terme, APT Valsugana - Lagorai, Terme, Laghi, Visit Levico Terme, Terme di Levico e Vetriolo Levicofin, Associazione Culturale Chiarentana, Associazione Forte Colle delle Benne, Sat Levico Terme, Grand Hotel Imperial Levico Terme, Caffè Nazionale, Ristorante Enoiteca BOIVIN
Con il sostegno di : Asat Levico Terme, Levico Acque e Cassa Rurale Alta Valsugana.

 

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Jul
14
9:00 PM21:00

Levico incontra NICOLA ATTADIO: Dove nasce il vento, vita di Nellie Bly, a free american girl

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Sabato 14 luglio ci troviamo in piazza della Chiesa con lo scrittore NICOLA ATTADIO, autore di “Dove nasce il vento. Vita di Nellie Bly (Bompiani 2018), in compagnia dell’amico Paolo Morando.

Esistono poche storie in grado di raccontarci cosa è stato essere una donna di fine ottocento, per giunta giornalista. Nicola Attadio, autore per Radio3 di “vite che non sono la tua” ricostruisce la straordinaria vita della creatrice del giornalismo d’inchiesta e pioniera dell’emancipazione femminile, Nellie Bly, a free american girl. A fine Ottocento fu capace di calarsi tra le operaie delle acciaierie e tra le donne rinchiuse in manicomio, ma anche di fare il giro del mondo in soli 72 giorni. Un’antesignana che aprì la strada a pilastri del giornalismo come Matilde Serao, Martha Gellhorn, Oriana Fallaci o Anna Politkovskaja.

IL LIBRO
Settembre 1887: una ragazza bussa alla porta di John Cockerill, direttore del ''New York World'' di Joseph Pulitzer. Chiede di essere assunta come reporter. Nessuna donna aveva mai osato tanto. Il suo nome è Elizabeth Cochran, ha ventitré anni, ma già da tre scrive per un quotidiano di Pittsburgh firmandosi Nellie Bly. Una donna reporter non si è mai vista, ma la sua idea di un'inchiesta sotto copertura a Blackwell Island, manicomio femminile di New York, convince Cockerill e Pulitzer ad accettare la sfida. Ne nasce un reportage che farà la storia del giornalismo. Da qui, in un crescendo di popolarità e sotto mille travestimenti, Nellie racconterà l'America agli americani. Diventerà l'incubo di politici e benpensanti, viaggerà in tutto il mondo, vivrà amori e fallimenti. Mentre i grattacieli, i treni, il telegrafo e poi la guerra trasformano la realtà, Nellie Bly si trova a essere pioniera di una figura mai esistita prima: la donna indipendente, artefice del proprio destino, la giornalista intrepida armata solo del proprio sguardo libero e della propria voce.

L'AUTORE
Nicola Attadio da anni si occupa di comunicazione, in particolare di libri e cultura. Dal 2000 è Capo Ufficio Stampa di Laterza. È autore e conduttore del programma “Vite che non sono la tua” su Radio3. Dove nasce il vento (Bompiani 2018) è il suo primo libro.

In caso di pioggia ci trasferiamo a Villa Sissi, Grand Hotel Imperial (Via Silva Domini)
La rassegna letteraria di montagna, vita e poesia "Levico incontra gli autori"
Dal 7 luglio al 9 settembre, 12 appuntamenti per un’estate di prosa e poesia dedicati a tutti e per tutti. L’ingresso a tutti gli appuntamenti è gratuito.

Organizzata dalla Biblioteca Comunale e da La Piccola Libreria di Levico Terme in collaborazione con: Comune di Levico Terme, APT Valsugana - Lagorai, Terme, Laghi, Visit Levico Terme, Terme di Levico e Vetriolo Levicofin, Associazione Culturale Chiarentana, Associazione Forte Colle delle Benne, Sat Levico Terme, Grand Hotel Imperial Levico Terme, Caffè Nazionale, Ristorante Enoiteca BOIVIN
Con il sostegno di : Asat Levico Terme, Levico Acque e Cassa Rurale Alta Valsugana.

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Jul
7
11:00 AM11:00

Levico incontra DANIELE ZOVI: alberi sapienti, antiche foreste

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sabato 7 LUGLIO, 11h00 ci incontriamo presso la sequoia all'ingresso principale del Parco delle Terme di Levico con
DANIELE ZOVI, il primo autore ospite della rassegna letteraria di montagna, vita e poesia "Levico incontra gli autori"

L'occasione è la presentazione di ALBERI SAPIENTI, ANTICHE FORESTE, come guardare, ascoltare e avere cura del bosco, magnifico libro corredato di 60 fotografie a colori che Daniele ha pubblicato per i tipi della Utet.

Daniele Zovi, l’uomo degli alberi, per quarant’anni ha vissuto tra le foreste e i boschi d’Italia e d’Europa. Ex generale del corpo forestale, in questo straordinario manuale racconta, con competenza e passione, storie di boschi e foreste. Daniele ci regala una guida straordinaria per entrare “a sensi aperti” in quel grande flusso di energia che è una foresta.  

«Se si sta dentro un bosco in posizione di ascolto, prima o poi si avverte, si intuisce la presenza di un flusso di energia che circola tra i rami, le foglie, le radici. Talvolta è un sussurro, altre volte strepiti e grida. È come se le piante parlassero tra loro.» 
Camminatore infaticabile e sensibilissimo osservatore della natura, questi suoni ha imparato ad ascoltarli e interpretarli: ha attraversato i sentieri che tagliano i boschi alpini di conifere, ha perlustrato le antiche foreste croate e slovene, si è arrampicato fino alle cime dei Picos de Europa, in Spagna, ha contemplato il più vecchio eucalipto al mondo, il Giant Tingle Tree, in Australia; seguito i semi dell’abete rosso vorticare nel vento prima di atterrare sulla neve o la chioma contorta di secolari pioppi bianchi grandi come piazze; ha rincorso le specie pioniere, gli alberi coloni che si sviluppano in territori abbandonati; analizzato cortecce e radici, fronde e resine…

Un bosco, ci dice, non è solo l’insieme degli alberi che lo compongono, e neppure la somma di flora e fauna. Un bosco è il risultato di azioni e reazioni, alleanze e competizioni, crescita e crolli. Un mondo mobile, che sebbene continuiamo a sforzarci di studiare e catalogare, limitare e controllare, resterà sempre un selvaggio, vibrante spazio di meraviglia. Zovi guida il lettore in questo spazio, addentrandosi sempre più nel folto della foresta, alla ricerca dello spirito del bosco. Una ricerca che, pagina dopo pagina, appare sempre più come una ricerca del nostro spirito.

“La preghiera è stare in silenzio nel bosco” 
MARIO RIGONI STERN - 10 anni dopo
“Dì un po’, qual è il bosco più bello d’Italia?” - Gli domandava spesso Mario Rigoni Stern. La sera dopo il lavoro, poco più che ventenne, Daniele andava a trovarlo. A Mario piaceva scherzare e parlare, ma quando entrava in un bosco, camminava in silenzio.

L'autore
Daniele Zovi è nato nel 1952 a Roana e cresciuto a Vicenza. Si è laureato in Scienze Forestali a Padova e per quarant’anni ha prestato servizio nel Corpo Forestale dello Stato, prima come ufficiale e poi come dirigente. Nel 2017 è stato nominato generale di brigata del Comando Carabinieri-Forestale del Veneto ed è uno dei maggiori esperti in materia di animali selvatici, autore di diversi trattati sul tema.

In caso di pioggia ci trasferiamo a Villa Paradiso, all'interno del Parco. :) 

La rassegna
Dal 7 luglio al 9 settembre, 12 appuntamenti per una estate di prosa e poesia dedicati a tutti e per tutti. L’ingresso a tutti gli appuntamenti è gratuito.

Rassegna organizzata in collaborazione con:
Comune di Levico Terme, APT  Valsugana - Lagorai, Terme, LaghiVisit Levico TermeTerme di Levico e Vetriolo Levicofin, Associazione Culturale Chiarentana, Associazione Forte Colle delle Benne, Sat Levico Terme, Grand Hotel Imperial Levico Terme, Caffè Nazionale, Ristorante Enoiteca BOIVIN

Con il sostegno di :
Asat Levico Terme, Levico Acque e Cassa Rurale Alta Valsugana.

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Jun
28
9:00 PM21:00

Tra due divise: la Grande Guerra degli italiani d'Austria

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28 GIUGNO ore 20.30 a LEVICO TERME
Piazzetta ex cinema-città, Via Dante.
Presentazione del volume TRA DUE DIVISE, LA GRANDE GUERRA DEGLI ITALIANI D'AUSTRIA (Laterza, 2018)

con la presenza dell'autore ANDREA DI MICHELE accompagnato dagli storici VINCENZO CALI, Fondazione Museo Storico di Trento e GUSTAVO CORNI, Università degli Studi di Trento.

Chi e quanti erano gli italiani d’Austria, gli italofoni trentini, giuliani, friulani, istriani e dalmati che furono mandati a combattere in primo luogo contro i russi in Galizia già nel luglio del 1914? Come visse la Grande Guerra e in seguito i campi di prigionia russa, la minoranza italiana che combatté sotto le bandiere asburgiche? Come furono accolti al loro rientro?

Al di là dei trascorsi avventurosi, quasi fantastici, vissuti in lunghi anni di guerra, prigionia e complicati ritorni, i soldati di lingua italiana dell’esercito austro-ungarico rappresentano un tema storiograficamente interessante. Le loro vicende ci rimandano in primo luogo alla complessa questione nazionale nella Duplice monarchia, ai rapporti sempre più conflittuali tra le diverse comunità linguistiche, specie a partire dalla fine dell’Ottocento. Tali dinamiche s’innestarono nella Prima guerra mondiale, che, come un catalizzatore, le accelerò drammaticamente. Indagare le vicende dei soldati appartenenti a una delle più piccole minoranze nazionali dell’Impero durante la guerra ci invita a ragionare sul modo in cui vennero percepiti e trattati dalle autorità militari e civili austriache e sui motivi della costante diffidenza nei loro confronti, anche prima dell’ingresso in guerra dell’Italia. Ci spinge anche a interrogarci sui sentimenti con cui partirono per il fronte, sulle loro identità culturali, nazionali, regionali e sui modi in cui queste vennero messe in discussione, modificate o ribadite a seguito dell’esperienza di guerra, sui motivi che determinarono, laddove vi fu modo di operarla, la scelta per l’Austria o per l’Italia. 

Frutto di un accurato lavoro di ricerca negli archivi di Vienna e Roma, il recente lavoro di Andrea Di Michele (“Tra due divise”, Laterza 2018) ricostruisce il modo in cui le istituzioni militari e politiche austriache e italiane considerarono quei soldati. La documentazione prodotta dalle autorità viene costantemente messa a confronto con la memorialistica dei soldati, evidenziando i punti di frizione tra le pretese delle prime e le aspirazioni dei secondi.

ANDREA DI MICHELE è ricercatore di Storia contemporanea al Centro di competenza Storia regionale della Libera Università di Bolzano. Si occupa di storia delle regioni di confine, di fascismo e di Italia repubblicana. Tra le sue pubblicazioni: “Storia dell’Italia repubblicana 1948-2008” (Garzanti 2008, ristampato nel 2015); “La difesa dell’italianità. L’Ufficio per le zone di confine a Bolzano, Trento e Trieste (1945-1954)” (coedito con Diego D’Amelio e Giorgio Mezzalira, Il Mulino, 2015); “Fu la Spagna! Lo sguardo fascista sulla Guerra civile spagnola” (coedito con Daniela Aronica, IBIS, 2017).

Presentazione con l'autore organizzata da Biblioteca Comunale di Levico Terme, Associazione Forte Colle delle Benne e La Piccola Libreria

In caso di pioggia la presentazione si terrà presso la Sala Consiliare (Via Marconi 6, Levico Terme)

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Jun
5
8:30 PM20:30

QUINTO ANTONELLI presenta "I fantasmi della Grande Guerra", Donzelli

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"CENTO ANNI DI GRANDE GUERRA. Cerimonie, monumenti, memorie e contromemorie" (Donzelli editore, 2018) Presentazione del libro di QUINTO ANTONELLI, edito dalla prestigiosa casa editrice Donzelli.

L’evento è organizzato dalla Biblioteca comunale di Levico, con la collaborazione della Piccola Libreria.

Intervengono l'autore QUINTO ANTONELLI, Responsabile dell’Archivio della Scrittura popolare presso la Fondazione Museo storico del Trentino
Modera: PIERA GASPERI
Musiche di: FERDY LORENZI

Fin dal titolo Antonelli esprime in modo trasparente il senso del suo lavoro: il suo viaggio, documentato in maniera ampia ed indiscutibile, non può certamente tralasciare i riferimenti diretti al conflitto, ma soprattutto esplora il dopo, provando (riuscendoci) a rispondere «ad alcune domande fondamentali: quali eventi, quali date, quali aspetti della Grande guerra gli italiani hanno inteso ricordare? E come? Con quali iniziative, cerimonie, narrazioni e rappresentazioni?». Dal 1918 cresce e si sviluppa in molteplici e controverse forme una rilettura della Grande guerra. Antonelli illumina questa secolare stagione, affronta la materia senza inibizioni e con la giusta distanza, con rigore e razionalità, riservando le emozioni a chi le merita censurando, dati alla mano, i comportamenti, le viltà, le viltà e le convenienze dei tanti che, fin dall’immediato dopoguerra per arrivare ai giorni nostri, hanno fatto un uso distorto e colpevole delle tragedie e della memoria di quella guerra. (dal Corriere dell’Alto Adige, 20/02/2018)

IL LIBRO:
Cento anni sono trascorsi dalla fine della Grande guerra, cento anni durante i quali la memoria del primo conflitto mondiale si è radicata nella nostra identità. È entrata nel calendario civile con le «feste» del 24 maggio e del 4 novembre; ha segnato il volto delle città con monumenti grandi e piccoli; si è impressa nei nomi delle vie; ha trasformato il teatro delle battaglie in luogo di culto punteggiato da decine di sacrari; persino i resti di quel sistema di trincee, forti e caverne sono diventati mete per pellegrini e turisti. Gli autori di queste pratiche commemorative sono stati i più diversi: esponenti delle gerarchie militari e delle associazioni combattentistiche e d’arma, rappresentanti delle istituzioni, dirigenti politici; e poi architetti, giornalisti, registi, insegnanti, redattori.
Una memoria, tuttavia, troppo spesso dominata da un’unica voce solista, retorica e celebrativa, che glorifica la necessità e il valore della guerra, che osanna gli eroi e sovrasta le voci di chi a quella guerra non ha mai creduto: voci stridenti, indisciplinate, a cui è difficile prestare ascolto. È anche su questo controcanto che si sofferma l’analisi attenta e rigorosa di Quinto Antonelli, sfruttando appieno le armi della cultura «materiale». Dagli articoli ai monumenti, dai libri di testo alle lettere, dai pellegrinaggi alle mostre, dai film alle canzoni, ciò che affiora è una vera e propria memoria «polifonica». 
Pagina dopo pagina prende consistenza l’orrore che appartiene alla guerra, anche – e forse soprattutto – a quella che ricordiamo come la Grande guerra; tra gli acuti di chi ne declama le virtù si fa strada la voce di chi ne smaschera le false ragioni, di chi la mette a nudo e ne condanna la bestialità; mano a mano, sotto l’alone di gloria che circonda l’eroe emerge un’uniforme sporca e lacera, la divisa del soldato in guerra, e in guerra, conclude Antonelli, il soldato «è sempre qualcosa di meno di un uomo».

L'AUTORE:
Quinto Antonelli (Rovereto, 1952) è responsabile dell’Archivio della Scrittura popolare presso la Fondazione Museo Storico del Trentino, per la quale ha curato la collana «Scritture di guerra» (10 volumi dal 1994 al 2004), edita insieme al Museo storico della guerra di Rovereto. Ha curato con Diego Leoni il volume Il popolo scomparso. Il Trentino, i Trentini nella Prima guerra mondiale 1914-1920 (2003). Ha collaborato all’ opera La Grande Guerra, della Utet, con un saggio sul Trentino. Si occupa prevalentemente delle narrazioni autobiografiche della gente comune, dei processi di istruzione e di educazione, della storia delle guerre del Novecento. In questo ambito nel 2008 ha pubblicato con Il Margine I dimenticati della grande guerra. La memoria dei combattenti trentini (1914-1920). È autore di numerosi contributi sulla storia della scuola trentina, tra cui si segnala la storia del liceo di Rovereto. 
Per Donzelli ha pubblicato, nel 2014, Storia intima della grande guerra. Lettere, diari e memorie dei soldati dal fronte, più volte ristampato e insignito nel 2015 del prestigioso Premio internazionale The Bridge e, nel 2018, Cento anni di Grande guerra. Cerimonie, monumenti, memorie e contromemorie.

Approfondimenti: 
https://www.pressreader.com/italy/corriere-dellalto-adige/20180220/281917363556599

 

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Jun
1
6:00 PM18:00

Gabriele Biancardi e il respiro dei ricordi accompagnato da Candirù

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1 GIUGNO, Piazza della Chiesa - ore 18.00
In occasione del Festival dei Fiori La Piccola Libreria ospita due protagonisti del panorama musicale trentino: GABRIELE BIANCARDI e CANDIRU'

L'occasione è la presentazione dell'ultimo romanzo di Gabriele, ed. Minerva "IL RESPIRO DEI RICORDI", una straordinaria storia di vite di migrazione del nostro Novecento, dei loro amori, dei legami indissolubili. Il tutto partendo da un nome: RADAMES LATTARI, l'amatissimo coach di pallavolo della Trentino Volley tra il 2005 e il 2007.

Candirù, al secolo Iacopo Candela, cantautore solista dal 2014. Centinaia di concerti dentro e fuori i confini del triveneto, palchi condivisi con i più importanti nomi della scena musicale indipendente italiana. A ottobre 2017 calca il palco dell’ O2 Sheperd’s Bush Empire di Londra in apertura a Vinicio Capossela. Propone un set intimo che ha come fulcro voce e chitarra, melodie orecchiabili, piccoli momenti di dialogo e strani racconti. Parallelamente si dedica all'attività di suonatore di strada offrendo storie in  musica a chiunque voglia appesantire di monete la custodia della sua chitarra. Lo adoriamo! E siamo felici che accompagni i respiri dei ricordi di Gabriele in piazza, per tutti noi.

Evento su Facebook

 

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May
30
6:00 PM18:00

Andrea Bianchi presenta "con la terra sotto i piedi" a Roncegno Terme

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ANDREA BIANCHI, guru del barefoot walking e fondatore della Barefoot hiking Academy, presenterà, dopo uno workshop gratuito nel secolare parco delle terme di RONCEGNO TERME il suo nuovissimo "La terra sotto i piedi", novità per Mondadori.

ore 18.00 - Casa Raphael, Roncegno Terme - ingresso libero

Perché, e come, una camminata a piedi nudi negli spazi di un antico giardino, sulla neve e sulle rocce dolomitiche d'alta quota o lungo le alture riarse di un'isola della Grecia può farci tornare bambini, nuovamente in contatto con le energie primordiali di una Madre Terra a cui la nostra vita è intimamente connessa? Andrea Bianchi ci aiuta a rispondere a questa domanda attraverso un viaggio nella Natura, ma anche verso le radici profonde della nostra Anima: levandoci le scarpe per togliere ogni possibile filtro al contatto con gli elementi naturali, ci troveremo su un percorso la cui traccia invisibile emerge un passo dopo l'altro. Un cammino lungo il quale si sviluppano l'attenzione mentale e l'equilibrio del corpo, il radicamento con la Terra e la capacità di volare lontano, "al di là dei confini del mondo", come i trenta uccelli di cui narra la poesia mistica persiana. Incontreremo così i temi più attuali dell'ecologia - la biofilia, l'amore innato dell'uomo per la vita - e gli insegnamenti spirituali della Filosofia perenne, e assisteremo al colloquio in una notte senza tempo con il centenario Spiro Dalla Porta Xydias, lo scrittore e alpinista cantore del "sentimento della vetta". Giungeremo infine, a piedi nudi, nelle Terre Alte, al limitare del punto di ascolto perfetto, da cui si possono udire le vibrazioni più sottili di quell'armonia universale che ci fa sentire vivi. Un viaggio e un racconto dopo il quale ripartirete subito alla ricerca del sentiero erboso più vicino per togliervi le scarpe, e camminare con la Terra sotto i piedi.

Organizzato dall'Istituto Comprensivo Centro Valsugana in collaborazione con Comune e  Biblioteca di Roncegno, Casa Raphael, Distretto Famiglia e La Piccola Libreria 

Info: 0461701914 - Evento su Facebook

 

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May
17
8:30 PM20:30

GIORNI D'AUTORE in Bookique con Gianluca Morozzi e gli Annientatori

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Per il quarto appuntamento con i GIORNI D'AUTORE in BOOKIQUE vi portiamo alla scoperta della Bologna misteriosa, oscura e tragicomica degli ANNIENTATORI (Tea, 2018), l'ultimo romanzo dello scrittore, musicista, docente di scrittura creativa, conduttore radiofonico GIANLUCA MOROZZI. (tatààà!)

Gianluca Morozzi se la vedrà con uno dei padroni di casa, Marco Rosi

"Dunque i miei vicini esistevano, con tutta evidenza. Ce n'erano almeno due: una ragazza dall'orgasmo rumoroso, e una vittima di teledipendenza notturna. A meno che non fossero la stessa persona. Avrei fatto presto la conoscenza di quelle persone ancora misteriose. Molto presto. (p. 85)"

Il protagonista degli Annientatori è Giulio Maspero, un giovane bolognese in preda ai dolori del giovane scrittore e seduttore. Ha avuto un’infanzia difficile, era un bambino grasso, è stato bullizzato, i genitori non lo consideravano. Ha smaltito il grasso nel garage del nonno e ha capito che voleva scrivere e sedurre. Giulio vuole vivere di scrittura, ha in mano il romanzo della svolta... poi finisce agli inferi.

Gianluca Morozzi (Bologna, 1971) 2001 pubblica il primo romanzo Despero, edito da Fernandel. Nel 2004 esce uno dei suoi lavori più noti Blackout, per la casa editrice Guanda, da cui è stato tratto un film. Scrittore prolifico ed eclettico di romanzi, racconti, saggi (ricordiamo oltre a Blackout, l'era del porco, Chi non muore, Radiomorte, L'Emilia o la dura legge della musica, Lo specchio nero).

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May
4
8:30 PM20:30

AUTUNNO TEDESCO - Stig Dagerman raccontato da Fulvio Ferrari e Gustavo Corni

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VENERDI 4 MAGGIO alle 20.30 - Sala Consiliare LEVICO TERME

Biblioteca Comunale, Forte Colle delle Benne, La Piccola Libreria invitano all'incontro con il curatore del libro "AUTUNNO TEDESCO" - Iperborea ed. FULVIO FERRARI (direttore dipartimento lettere e filosofia UniTN) e con lo storico GUSTAVO CORNI (professore di storia contemporanea, UniTN)

IL LIBRO
«Autunno tedesco è uno dei migliori libri mai scritti sulle conseguenze della guerra, nella tradizione di grandi classici come quello di John Reed sulla Russia e di Edgar Snow sulla Cina.» Henning Mankell

Nel 1946 furono molti i cronisti che accorsero in Germania per raccontare quel che restava del Reich finalmente sconfitto, ma dal coro di voci si distinse quella di uno scrittore svedese di ventitré anni, intellettuale anarchico e narratore dotato di una sensibilità fuori dal comune, inviato dall’Expressen per realizzare una serie di reportage poi raccolti in un libro che è considerato ancora oggi una lezione di giornalismo letterario. Mentre le testate di tutto il mondo offrono il ritratto preconfezionato di un Paese distrutto, che paga a caro prezzo gli orrori che ha seminato e dal quale si esige un’abiura convinta, Dagerman, libero da ogni pregiudizio ideologico e rifiutando ogni generalizzazione o astrazione dai fatti concreti e tangibili, si muove fra le macerie di Amburgo, Berlino, Colonia, su treni stipati di senzatetto e in cantine allagate dove ora vivono masse di affamati e disperati, cercando di capire nel profondo la sofferenza dei vinti. Ne emerge un quadro molto più complesso di quello che è comodo figurarsi. Mentre ci si accanisce a cercare nostalgici nazisti, Dagerman si chiede come può un padre che vede morire il figlio di stenti dichiarare che ora sta meglio di prima; mentre le potenze occupanti pensano a punire e ad allestire processi, Dagerman descrive la «messinscena» di una denazificazione di facciata e la morte spirituale di un Paese che è troppo impegnato a lottare ogni giorno con la morte per riflettere sui propri errori, perché «la fame è una pessima maestra» per educare i colpevoli. Con il suo acume analitico e la sua empatia capillare, Dagerman scava nelle contraddizioni della Germania postbellica offrendoci un manifesto di accusa contro tutte le guerre, e una riflessione amaramente attuale sul potere, la giustizia e lo Stato.

 grafica Elisa Corni

grafica Elisa Corni

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Apr
29
3:30 PM15:30

La procreazione del bosco: passeggiata con Tiziano Fratus

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LA PROCREAZIONE DEL BOSCO
Una passeggiata in natura con Tiziano Fratus

Domenica pomeriggio al Giardino botanico alpino delle Viote che apre ai passi dell'autore Tiziano Fratus, appassionato e scrupoloso cercatore d'alberi. E Tiziano Homoradix Fratus accompagnerà noi lettori in natura col piglio rigoroso del naturalista e il suo inconfondibile afflato poetico. Al termine della passeggiata, bicchierata con l'autore e firmacopie.
Lasciate che il bosco rinasca in voi e insieme a voi! 

La
natura
è tornata a far
parte dell’eredità cardiaca
dell’umano. Ancora non lo ha
abbandonato del tutto. Radici, foglie,
semi, ombre, nidi e canti fra le fronde. E un
passo che si avvicina. La mano di un uomo si
abbassa e sfiora l’acqua
gelida di un torrente. Ma non è la mano, è
la sua mente. È il pensiero che vaga in
questo mondo fuori dal mondo.
Egli è quel che il bosco
non pensa

Tiziano Fratus, dendrosofo e autore di molte opere in prosa ed in versi quali Ogni albero è un poeta (Mondadori), Manuale del perfetto cercatore d’alberi (Feltrinelli), L’Italia è un giardino (Laterza), Un quaderno di radici (Feltrinelli), Il sole che nessuno vede (Ediciclo) ed Il libro delle foreste scolpite (Laterza), accompagna i partecipanti al silenzio cantato dei boschi del Trentino. Si chiede permesso al paesaggio, al creato, alla natura, recitando una preghiera silvatica, quindi ci si incammina osservando, ascoltando, ragionando ed imparando, alternando meditazioni e letture dal nuovo libro Il bosco è un mondo (Einaudi). 

Ingresso libero - Trasporto dallo Zuffo 1h prima dell'evento (ore 14:30) - Prenotazioni: info@discovertrento.it - 0461216000

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Apr
19
6:00 PM18:00

GIORNI D'AUTORE in Bookique con PHILOPAT

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Giovedì 19 aprile alle 18.00 i Giorni d'Autore in Bookique ci regalano un incontro straordinario con Marco Philopat, indiscusso protagonista dell’incredibile stagione punk italiana che con il suo ultimo romanzo “I Pirati dei Navigli” (Bompiani) racconta gli anni e i protagonisti della ribellione creativa contro la Milano da bere. 

Philopat è un pezzo della storia della controcultura italiana e uno dei pochi veri conoscitori del mondo underground non solo milanese: ha raccontato la storia del punk italiano nel libro Costretti a sanguinare a partire dal Virus, una casa occupata di Via Correggio, che dal 1982 al 1984 diventa il punto di riferimento di una scena italiana e internazionale che si basa sul principio del 'do it yourself': autoproduzione dei dischi, dei concerti e così via. Il libro che presenteremo in compagnia del sodale Luca Giudici incomincia proprio quando, con lo sgombero del Virus il 15 maggio 1984, finisce quell'esperienza. 

Siamo nel mezzo degli anni Ottanta, Milano è infestata da yuppie e zombie televisivi, la polizia ha appena sgomberato il centro sociale Virus e un'intera stagione sembra conclusa. Ma l'incontro con un libraio illuminato (Primo Moroni), una storia d'amore sorprendente e una rivista cyberpunk sono la miscela capace di dare l'innesco a un riscatto collettivo. Dallo scantinato ribattezzato Helter Skelter - che si trasforma in un luogo per sperimentazioni artistiche e tecnologiche all'avanguardia - all'esplosivo esordio del centro sociale Cox 18, sede di forte fermento culturale a due passi dalla Darsena, i Pirati dei Navigli seminano per le vie di Milano le scintille rivoluzionarie della controcultura. A voce alta, con il coraggio di chi porta su di sé molte cicatrici, Marco Philopat trasforma la storia che ha realmente vissuto in un romanzo ricco di episodi esilaranti, imprese incredibili e disavventure sconvolgenti. "I pirati dei Navigli" è un viaggio in un periodo poco conosciuto della cultura underground, dal 1984 al 1989, il ritratto di una figura unica come quella di Primo Moroni, e al tempo stesso un'avventura che lascia il segno e che ci regala squarci di utopia.

L'autore
Marco Philopat,profondo conoscitore delle controculture e dell'underground, agitatore culturale e scrittore, è uno dei personaggi di riferimento dell'ambiente punk e underground italiano. Ha fondato due case editrici, ShaKe Edizioni e Agenzia X, e pubblicato tra gli altri: Costretti a Sanguinare, La banda Bellini e Lumi di Punk (Einaudi)

http://www.giunti.it/libri/narrativa/i-pirati-dei-navigli2/

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Apr
12
8:30 PM20:30

WU MING 1 racconta i paesaggi del noTav e de “la guera granda”

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Giovedì 12 Aprile ore 20.30 - Sala Consiliare di Levico Terme
WU MING 1 presenta i suoi reportage narrativi e racconta i paesaggi del No Tav e del NordEst de "la guera granda", territori che hanno in comune mitologie entrate nella narrazione distorta dei media: "Un viaggio che non promettiamo breve", indagine sul movimento No Tav e "Cent’anni a Nord Est", che racconta il rapporto di Veneto, Friuli e Trentino con la Grande Guerra, di cui quest’anno ricorre il centenario della fine.

Queste due indagini ricostruiscono la genesi dei miti che circondano due territori particolari, in cui e su cui circolano luoghi comuni che WU MING 1 decostruisce rintracciandone le origini e i processi storici che li hanno generati.

in dialogo con Claudia Boscolo, saggista

“Il nordest è figlio della guera granda in ogni suo aspetto, a cominciare dal paesaggio. Il conflitto sconvolse i vecchi territori e li cambiò per sempre. Mai si era visto un tale disboscamento. Il legname serviva per fare ponti, passerelle, pali del telegrafo, trincee, baracche, calci di armi da fuoco… Nel 1918 il botanico veneto Lino Vaccari, approssimando per difetto, calcolò l’abbattimento di due milioni di metri cubi di alberi. Per le sole montagne del vicentino, l’Istituto nazionale di economia agraria parlò di 4.680 ettari di bosco andati perduti – l’equivalente di seimilaquattrocento campi da calcio – e oltre 5.700 “gravemente compromessi”. A questi abbattimenti vanno aggiunte, naturalmente, le distruzioni del paesaggio e del territorio causate non solo dalle bombe e dagli incendi, ma anche dall’avanzare, accamparsi e ritirarsi di centinaia di migliaia di uomini.
In Trentino, le zone devastate furono chiamate “la zona nera”. L’espressione rendeva l’idea: nella terra ora “redenta”, la guerra aveva ridotto di quasi due terzi la superficie coltivata (da 527mila a 205mila ettari), ucciso quasi metà del bestiame (passato da 106mila a 54mila capi) e ridotto la produzione vitivinicola a un’ombra di se stessa (da 703mila a 174mila quintali di uva da vino).” [Wu Ming 1]
https://www.internazionale.it/reportage/wu-ming-1/2015/03/30/wu-ming-nordest-inchiesta 

“Chi segue le vicende della lotta No Tav in Val di Susa non si è affatto sorpreso nell’apprendere gli ultimi sviluppi. Sviluppi che i grandi giornali, i media mainstream, si sono ben guardati dal riportare. Per fortuna ne ha scritto su Il manifesto il “nostro” Maurizio Pagliassotti, e da lì la notizia ha preso a circolare sui social, ripresa poi da molte testate indipendenti.
La Presidenza del Consiglio dei Ministri, in un documento ufficiale [PDF qui], riconosce il dato di realtà che economisti dei trasporti, esperti di logistica, ingegneri delle infrastrutture, fisici e altri tecnici e scienziati vanno spiegando da anni: il progetto della nuova linea Torino – Lione è basato su stime sbagliate e previsioni infondate.
In parole povere: la linea è completamente inutile.” [ Wu Ming 1] https://www.wumingfoundation.com/giap/category/recensioni/un-viaggio-che-non-promettiamo-breve/ 

Wu Ming 1
Wu Ming 1 è ferrarese, vive a Bologna ed è membro del collettivo di scrittori che col nome Luther Blissett firmò il romanzo Q e nel 2000 si ribattezzò «Wu Ming». https://www.wumingfoundation.com/giap/
Con tutta la banda ha scritto 54, Manituana, Altai, Anatra all'arancia meccanica, L'Armata dei Sonnambuli e L'invisibile ovunque. Come solista, è autore del romanzo New Thing (2004) e di Cent'anni a Nordest. Viaggio tra i fantasmi della «guera granda» (Rizzoli, 2015). Sempre per Einaudi ha pubblicato Point Lenana, scritto con Roberto Santachiara (ultima edizione Super ET 2016) e Un viaggio che non promettiamo breve (2016), il racconto di 25 anni di lotta No Tav in Val di Susa, la resistenza popolare alla grande opera più duratura e partecipata in Italia. 

Evento organizzato con il Forte Colle delle Benne e la Biblioteca Comunale e con il supporto della Associazione Albergatori di Levico Terme e del Ristorante Boivin.

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Mar
29
6:00 PM18:00

GIORNI D'AUTORE in Bookique con VANNI SANTONI

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Giovedì’ 29 Marzo, ore 18, Bookique, via Torre d'Augusto 29, Quartiere San Martino, Trento
Giorni d’Autore: VANNI SANTONI presenta L’IMPERO DEL SOGNO (Mondadori 2017) 

 

Secondo appuntamento con Giorni d'Autore, la rassegna letteraria che Bookique, il Caffè letterario del Quartiere San Martino, organizza con l'obiettivo di promuovere nel pubblico trentino opere, artisti, scrittori, musicisti, autori che forse non appartengono al rodato mainstream della divulgazione, ma che tuttavia, proprio per questo motivo, sono in grado di esprimere e tradurre in racconto i segni e i linguaggi della contemporaneità.

Dopo l'incontro di Febbraio con Valerio Mattioli, che ha evidenziato l'importanza della costruzione di un immaginario alternativo per una radicale critica al modello di sviluppo attuale, tocca Giovedì 29 Marzo, alle ore 18, a Vanni Santoni (intervistato da Luca Giudici), scrittore poliedrico, formatore, scopritore di talenti (direttore editoriale della collana di narrativa Tunuè) che si distingue nel panorama letterario italiano per la sua capacità di attraversare con un linguaggio innovativo figlio delle controculture Anni Novanta e Anni Zero (cyberpunk, rave, fantasy...) le inquietudini del "non c'è alternativa", lo spirito "senza spirito" del nostro tempo, cercando traiettorie di crescita individuale e collettiva laddove i romanzi di formazione non possono che essere "senza formazione".

Così "L'impero del sogno" (Mondadori, 2017) attraversa con audacia e maestria una crisi generazionale per tentare di risolverla, il sogno onirico vissuto da Mella, il protagonista, è una rivolta punk contro il vuoto lasciatoci dai nostri padri e dalle nostre madri, e non c'è tanto da distruggere di fronte al nulla valoriale ed emotivo, ma piuttosto occorre aprirsi uno spiraglio per tentare di intravedere una strada. C'è da improvvisarsi genitori, "improvvisarsi" non per incoscienza ma per mancanza di riferimenti, per provare a dare vita a un'immagine adulta di noi che sappia colmare il vuoto a cui siamo trovati e ci troviamo davanti. 

Così Federico Melani, ventenne di provincia indolente e caratteriale, in rotta con tutto e tutti, comincia a fare un sogno ricorrente. Di più: un sogno seriale, che va avanti con o senza di lui. Lì le cose sono molto diverse rispetto al contesto in cui vive: è atteso con ansia, e intuisce di avere importanti responsabilità. È infatti uno dei delegati, assieme a mostri, dèi ed esseri bizzarri di ogni tipo, a un summit dove si prenderanno decisioni cruciali per il destino di molti mondi. Ma perché tutte le delegazioni hanno tre membri mentre le sedie accanto a lui sono vuote? Dove sono i suoi compagni? Federico si imbatte così in un’avventura vertiginosa che lo porterà a stringere inaspettate alleanze, a combattere creature fantastiche e archetipiche, a rubare armi mitologiche e a prendersi cura di una bambina-impe­ratrice capace di regalare diverse sorprese. Come in un gioco di ruolo la narrazione procede per step legati tra loro da dilemmi e decisioni chiave, senza però lasciare nulla al caso o ad escamotage fantasiosi ed avulsi dalla realtà; la costruzione del sogno è l'essenza stessa del suo essere non solo un sogno, ma un attraversamento catartico e liberatorio. 
Autore di memoir e narrazioni realistiche (Mu­ro di casse, La stanza profonda), romanzi generazionali e fantastici (Gli interessi in comune e Terra ignota), Vanni Santoni costruisce un urban fantasy singolare e spassoso, ambientato tra la Toscana e l’universo onirico, che gioca – oltre che coi generi – con gli stilemi narrativi del cinema anni Ottanta e dei videogame, trascinando il lettore in una grande cavalcata sulla carovana dei sogni.
 

Toscano, classe ’78, Vanni Santoni, scrittore difficile da incasellare ed editor di narrativa italiana per Tunué, ha iniziato a scrivere nel 2004 ed è autore di numerosi romanzi e racconti. Dopo aver esordito con Personaggi precari nel 2007 (libro sperimentale da poco ripubblicato da Voland con alcuni ampliamenti), ha fondato il progetto di scrittura collettiva SIC (nel 2013 ha visto la luce per minimum fax In territorio nemico).
Il primo romanzo di Santoni arriva nel 2008: Gli interessi in comune esce per Feltrinelli. Nel 2011 Se fossi fuoco arderei Firenze viene pubblicato dalla collana Contromano di Laterza, casa editrice che pubblicherà poi Muro di casse (in cui Santoni ha raccontato la controcultura del rave party) nel 2015 e La stanza profonda, un’immersione nel mondo dei giochi di ruolo, che quest’anno è stato candidato al premio Strega. Sono solo alcuni dei libri del prolifico autore de L’Ascensione di Roberto Baggio (Mattioli 1885) scritto nel 2011 con Matteo Salimbeni.
Prolifica è anche la sua produzione di articoli e racconti (di cui è strenuo difensore, come ha raccontato su Vice) su alcuni dei principali quotidiani nazionali, ma soprattutto sulle riviste (Nazione Indiana, minima&moralia, Nuovi Argomenti solo per citarne alcune), e presiede una rubrica quotidiana e una settimanale sul Corriere fiorentino. E' direttore editoriale della collana di narrativa Tunuè.
Santoni ama spaziare tra i generi, e a pochi mesi dall’uscita de La stanza profonda torna in libreria con L’impero del sogno (Mondadori), che segna il suo ritorno al fantastico. Sempre Mondadori, infatti, tra il 2013 e il 2014 ha portato in libreria Terra ignota e Terra ignota 2 – Le figlie del rito.

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Mar
25
5:30 PM17:30

Marco Balzano presenta "RESTO QUI" #montagnalibri365

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DOMENICA 25 MARZO ore 17.30
Spazio Archeologico del Sas, Piazza Cesare Battisti (Trento)

In anteprima regionale per il Trento Film Festival, lo scrittore MARCO BALZANO presenta “RESTO QUI” (Einaudi, 2018) il suo ultimo meraviglioso romanzo ambientato a Curon in Val Venosta. in dialogo con Fabrizio Franchi, presidente dell’Ordine dei Giornalisti del Trentino Alto-Adige.

“Se per te questo posto ha un significato, se le strade e le montagne ti appartengono, non devi aver paura di restare”. 

Un campanile che emerge appuntito dall’acqua, tanto affascinante e surreale da sembrare un fotomontaggio. Invece è ciò che rimane di Curon, paesino in Val Venosta al confine fra Austria e Svizzera, sommerso nel 1950 per la costruzione di una diga. il Premio Campiello Marco Balzano, scrittore e insegnante milanese, è partito proprio da questa immagine per il suo nuovo romanzo.

“Non credo ai colpi di fulmine, né in amore né nella scrittura. Però quando ho visto quel paese sommerso ho subito avuto la certezza che avevo davanti una storia, e non desideravo altro che capire se avrei saputo raccontarla. Così ho iniziato a studiare, sono andato a parlare coi pochi testimoni di quella vicenda e più imparavo, più mi rendevo conto che l’Alto Adige è come lo specchio di quel lago: sotto la calma apparente ribolle il tumulto. La distruzione del paese è stato l’ultimo atto di un lungo periodo violento che ha riguardato non solo Curon, ma tutta la regione. Lì, nel 1921, con la marcia su Bolzano, è iniziato il Ventennio, lì dopo l’8 settembre è arrivato Hitler, lì è scoppiato il primo terrorismo. Ed è lì che dovremmo andare a fare i conti per riflettere su cosa sono il fascismo, l’identità, l’unità d’Italia, il progresso e ciò che di drammatico quasi sempre implica per il paesaggio e le persone: tutto questo – sotto le montagne verdeggianti, i vasi di gerani in bella mostra sui balconi, l’ordine dei borghi – è l’Alto Adige. È un posto che ci riguarda e che parla di noi.”

«Le pagine del disertore in fuga, che prende per mano la moglie e con lei sale la montagna per cercare di raggiungere il confine svizzero, sono le più forti del romanzo» (Paolo Di Stefano, «La Lettura – Corriere della Sera»).

Balzano ha dato vita ad «un romanzo che ha il pregio di crescere di capitolo in capitolo. Come succede con i narratori di talento. Benché ambientata in altra epoca, la storia parla dei grandi tempi di oggi. Le frontiere, il migrare, i dissidi etnici, i soprusi del potere sulla gente comune, le pulsioni autoritarie. Il tutto in un lembo troppo spesso dimenticato del nostro estremo nord, stavolta specchio non solo dell’Italia ma dell’Europa delle scelte difficili» (Gigi Riva, «L’Espresso»).

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Mar
24
3:00 PM15:00

Levico Terme e le poesie sullo scagnèlo in piazza

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Sabato 24 ore 15.00 - Piazza della Chiesa a Levico Terme
In occasione della GIORNATA MONDIALE DELLA POESIA e dell'arrivo della primavera, LEVICO TERME invita tutti a un pomeriggio di poesia in piazza. 
Partecipate alla quarta edizione dello scagnèlo poetico: salite sullo sgabello, afferrate il microfono e declamate la vostra poesia o quella del cuore, quella che avete imparato da bambini, quella del ricordo, quella che vi fa amare la vita, quella che...
E poi non scappate :-) 
Inauguriamo con un ricordo del maestro Luciano de Carli e la poesia "Lago di Levico", con la voce di Ferdy Lorenzi.
Tè caldo, acqua di Levico e cotillons per tutti i temerari partecipanti.

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Mar
20
5:30 PM17:30

Vanessa Roghi presenta "LA LETTERA SOVVERSIVA"

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Incontriamo Vanessa Roghi martedì 20 marzo alle 17.30 in Sala degli Affreschi, Biblioteca Comunale di Trento (via Roma),
autrice de "LA LETTERA SOVVERSIVA, da don Milani a De Mauro, il potere delle parole" (Editori Laterza, 2017)
in dialogo con Paolo Morando, interviene Marco Boato.

IL LIBRO
Cinquant’anni fa la pubblicazione di un piccolo libro fu la scintilla di una rivoluzione. Questa è la storia di Lettera a una professoressa e della battaglia per la trasformazione della cultura da strumento di oppressione a elemento indispensabile per l’evoluzione democratica e civile del nostro Paese. Una battaglia portata avanti con tenacia e caparbietà da don Lorenzo Milani e dai tanti che incontrò sulla sua strada, primi fra tutti Tullio De Mauro, Mario Lodi e Alex Langer.

È il maggio 1967 quando esce, per una piccola casa editrice fiorentina, un libro dal titolo Lettera a una professoressa. L’hanno scritto don Lorenzo Milani e gli alunni della scuola di Barbiana, una canonica del Mugello a pochi chilometri da Firenze. Il libro viene subito accolto dai linguisti come un manuale di pedagogia democratica, dai professori come un prontuario per una scuola alternativa, dagli studenti come il libretto rosso per la rivoluzione.
Lettera a una professoressa è stato un autentico livre de chevet di una generazione, vademecum di ogni insegnante democratico per lunghi, lunghissimi anni. Visto, ancora oggi, come anello centrale se non vero e proprio punto di partenza di ogni riflessione sulla necessità di riformare la scuola. Ma anche come inizio della crisi della scuola. Un libro-manifesto, suo malgrado.
Ma com’è stato possibile che l’esperimento pedagogico di una scuoletta di montagna e la pubblicazione di poche pagine siano diventati la scintilla di una rivoluzione? Perché ancora oggi questa Lettera mobilita il ricordo, innesca passioni, divide e fa litigare? Perché si è fissato nella memoria collettiva come un punto di passaggio epocale non solo quando si parla di scuola ma anche di giovani, generazioni, movimenti?

L'AUTRICE
Vanessa Roghi, storica, è autrice di documentari per La Grande Storia di Rai Tre. Insegna Storia contemporanea all’Università Roma Tre, Storia e TV nella Facoltà di Lettere della Sapienza Università di Roma e si occupa di storia della cultura.

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Mar
17
8:30 PM20:30

Mariapia Veladiano presenta #LEI

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Le Associazioni culturali Chiarentana e Forte Colle delle Benne, la Biblioteca Comunale e la Piccola Libreria di Levico invitano all'incontro con l'autrice MARIAPIA VELADIANO
presentazione di "LEI" (Guanda Editore, 2017)
in dialogo con DON MARCELLO FARINA
Sabato 3 marzo ore 20.30 Sala Consiliare, Comune di Levico Terme (Via Marconi 6).

Così divina, così umana. Chi era davvero Maria, prima di diventare la madre di Dio, ritratta nei secoli dai più grandi maestri della storia dell'arte? 
"La figura di Maria non mi ha accompagnata da bambina. L’ho scoperta da grande... In lei c’è questo folle impensabile punto di unità fra Dio e uomo".
Mariapia Veladiano dà voce a Maria di Nazareth, personaggio unico che ha profondamente caratterizzato la nostra cultura e che nei Vangeli ha parlato solo sei volte. E la restituisce alla sua piena essenza umana con un romanzo, un racconto sospeso tra il dubbio e la fede: la vicenda di Maria, vista dalla parte di Maria. Un atto di scrittura, di amore e di libertà.

L'AUTRICE
Vicentina, dirigente scolastico, vincitrice del Premio Calvino con La vita accanto (Einaudi Stile Libero) e finalista al Premio Strega 2011, ha pubblicato diversi libri: Il tempo è un dio breve (2012), Ma come tu resisti, vita (2013), editi Einaudi; Messaggi da lontano (Rizzoli, 2013), Parole di scuola (Erickson, 2014), Venire al mondo, (Il margine, 2015). Per Guanda ha pubblicato Una storia quasi perfetta (2016).

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Mar
10
10:00 AM10:00

Colazione a teatro con Rebecca West e Sibilla Aleramo

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SABATO 10 marzo, ore 10.00 – Foyer del Teatro di Pergine

COLAZIONE A TEATRO con la West e la Aleramo: due icone della letteratura del novecento, due emblemi del femminismo del secolo breve.

In occasione della giornata internazionale dei diritti della donna, il Teatro comunale di Pergine, l’Associazione Donne in Cooperazione e La Piccola Libreria

invitano a una colazione a teatro con Rebecca West e Sibilla Aleramo.

Letture e riflessioni di alcuni testi giovanili di Rebecca West, suffragetta che percorreva instancabile le strade di Edinburgo agli inizi del Novecento manifestando per la concessione del voto alle donne e di Sibilla Aleramo, emblema novecentesco dell’emancipazione femminile in Italia.  A cura di Claudia Boscolo, saggista.

Rebecca West è una figura monumentale della narrativa e del giornalismo femminista del '900. Nell'opera che presenteremo ci racconta la guerra fra i sessi e la prevaricazione a cui è soggetta la donna all'interno del matrimonio. 

Sibilla Aleramo è stata una delle prime autrici femministe italiane. In quest'opera ci racconta della sua educazione e del matrimonio violento da cui si liberò pagando un prezzo altissimo.

In un'epoca segnata dal tema del femminicidio, la testimonianza di due femministe storiche emancipate dal controllo maschile è di grande ispirazione soprattutto per le nuove generazioni; un esempio di coraggio e determinazione che l’Associazione Donne in Cooperazione invita a conoscere, tra un sorso di the e caffé, per ricordare, insieme, il messaggio dell’8 marzo.

Ingresso libero e aperto a tutte e tutti.

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Mar
3
8:30 PM20:30

Matteo Melchiorre a Levico Terme con la "Storia di alberi e della loro terra"

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SABATO 3 MARZO ore 20.30 - Sala Consiliare di Levico Terme

L'Associazione Forte Colle delle Benne, La Biblioteca Comunale di Levico Terme e la Piccola Libreria invitano all'incontro con MATTEO MELCHIORRE, storico feltrino, talentoso scrittore, rabdomante della memoria. Premio Mario Rigoni Stern per la letteratura multilingue delle Alpi 2017 con "La via di Schenér"
presentazione del libro STORIA DI ALBERI E DELLA LORO TERRA (Marsilioed.)
in dialogo con Maddalena Di Tolla Deflorian, giornalista

IL LIBRO
Dal suo fortunato libro di esordio, Requiem per un albero, che lo ha accreditato presso pubblico e critica a soli 23 anni, Matteo Melchiorre fa oggi gemmare questo libro della maturità, innestato con nuove storie. Tra autobiografia e non-fiction, Storia di alberi è il viaggio di un rabdomante della memoria, che a partire da un maestoso olmo abbattuto dal vento, e attraverso le storie di pioppi, tigli e ippocastani, racconta di comunità e di mondi, e di un tempo, che non esistono più, e assieme, il racconto di una generazione, divisa tra radicamento e sradicamento, tra il richiamo della propria terra e la necessità di spostarsi altrove.

Nel 2004 Matteo Melchiorre pubblicò un piccolo libro: Requiem per un albero. Era la storia – una storia meneghelliana, fatta di dati, sì, ma anche di voci, parole, incantesimi, coincidenze, echi – dell’antico olmo che sorgeva maestoso nella piazza del paese di Tomo, presso Feltre, e che una notte era crollato a terra. Melchiorre aveva appena ventitré anni, all’epoca, ed era un giovane storico in formazione. Quel piccolo libro fu notato, passò di mano in mano, fu letto forse più da amanti della letteratura che da storici di professione. E corse voce: Melchiorre è uno speciale.
Oggi, dopo i riconoscimenti ricevuti dal suo recente La via di Schenèr, un Melchiorre quasi quarantenne ha ripreso in mano quel piccolo libro, l’ha più che raddoppiato di mole, ha affiancato all’antico olmo altri alberi – pioppi, ippocastani, tigli – e altre, tante, storie, affidandosi al proprio talento di rabdomante della memoria.

LO SCRITTORE
Matteo Melchiorre (1981) ha svolto attività di ricerca presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia, l’Università degli Studi di Udine e presso lo Iuav di Venezia. Si occupa di storia economica e sociale del tardo Medioevo e di edizione di fonti. Storico “recalcitrante”, autore di numerosi saggi, dedito alla scrittura letteraria, ha pubblicato due opere narrative: La banda della superstrada Fenadora-Anzù (con vaneggiamenti sovversivi) (2011) e La via di Schenèr. Un’esplorazione storica nelle Alpi (Marsilio, 2016) che gli è valso il Premio Mario Rigoni Stern 2017, il Premio della Montagna Cortina d’Ampezzo 2017, menzione speciale al Premio Acqui Ambiente 2017.

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Feb
22
8:30 PM20:30

GIORNI D'AUTORE in Bookique con VALERIO MATTIOLI e NOT

 VALERIO MATTIOLI ospite di GIORNI D'AUTORE in BOOKIQUE

VALERIO MATTIOLI ospite di GIORNI D'AUTORE in BOOKIQUE

Primo appuntamento di GIORNI D'AUTORE IN BOOKIQUE con Valerio Mattioli e Paolo Morando.

Che cos'è NOT? È un acronimo che sta per Nero on Theory, che è una rivista ma anche una collana di libri pubblicata dalla casa editrice Not - Nero Editions. Libri come "Realismo Capitalista" di Mark Fisher, "Inventare il futuro" di Nick Srnicek e Alex Williams o la raccolta di racconti di fantascienza femminista "Le visionarie" curata da Ann e Jeff VanderMeer.
A febbraio il progetto editoriale più accelerazionista d'Italia arriva anche a Trento, in Bookique, presentato dal suo curatore Valerio Mattioli.

Valerio Mattioli (Roma, 1978) scrive di musica e culture pop. Come curatore ha organizzato rassegne per la Biennale di Venezia, l’Istituto Svizzero, e l’American Academy in Rome. Per Baldini & Castoldi ha pubblicato "Superonda. Storia segreta della musica italiana”. 

Grazie a Luca Giudici e a Claudia Boscolo, compagni di avventura, e agli amici del Bar Osteria Da Picchio di Bolzano, Flavio PintarelliDavide PietroforteDomenico NunziataSven Miracolo, perché hanno scelto di condividere con noi trentini questo viaggio.

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Feb
10
6:00 PM18:00

Roberto Keller e il 2018 a #fattorek

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Torna a Levico l'editore roveretano da Nobel Roberto Keller, premio Lo Straniero.

 Keller Editore, la casa editrice indipendente che da 13 anni anima il panorama dell'editoria italiana con letterature e scritture internazionali che ci intrattengono, ci emozionano e ci fanno capire come va il mondo.

Scopriamo insieme a ROBERTO KELLER i nuovi progetti editoriali per il 2018 l'impegno, la passione e le novità a scaffale della casa editrice di culto, fiore all'occhiello dell'editoria trentina in Italia.

Ad alta voce: Ugo Baldessari

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Jan
10
8:30 PM20:30

GUSTAVO CORNI presenta "Storia della Germania" - Il Saggiatore

MERCOLEDì 10 GENNAIO, ore 20.30
presso la Sala Consiliare del Municipio di Levico (via Marconi, 6).

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l'Associazione Forte Colle delle Benne, la Biblioteca comunale e La Piccola Libreria di Levico invitano alla presentazione del libro "Storia della Germania. Da Bismarck a Merkel" (ed. Il Saggiatore, 2017), del prof. GUSTAVO CORNI, germanista e ordinario di Storia contemporanea all'Università di Trento, in dialogo con GABRIELE D'OTTAVIO, ricercatore presso il Dipartimento di Sociologia e ricerca sociale dell'Università di Trento.

IL LIBRO
La Germania è da sempre un enigma di non facile interpretazione per gli altri popoli, nel bene e nel male. Nell’epoca di Angela Merkel, all’ammirazione per la «locomotiva d’Europa», fulcro del processo di integrazione continentale, è subentrato il timore per una potenza in grado di tenere sotto scacco le altre economie europee. Per districare i nodi del presente e guardare con consapevolezza ai traumi del passato, Gustavo Corni propone di rileggere la storia tedesca in un’ottica di lungo periodo.

Il percorso che si apre con i brillanti successi politico-diplomatici di Otto von Bismarck e giunge fino alla caduta del muro di Berlino, alla riunificazione gestita da Helmut Kohl e alle sfi de del presente è straordinario e drammatico al punto che si è parlato di un Sonderweg, una «via peculiare». Grazie a Bismarck, la Germania nacque sconvolgendo gli equilibri europei, ma unifi cando soltanto una parte delle popolazioni di lingua e cultura tedesca. Da queste particolari condizioni di partenza maturarono le premesse dei tormentati eventi novecenteschi: l’imperialismo guglielmino, la Grande guerra, il diktat di Versailles, l’occasione sprecata di Weimar, infine l’ascesa del nazismo. Solo andando alle radici si possono comprendere il forsennato sogno di dominio di Hitler, il suo «tragico successo» popolare, il dramma senza pari dell’Olocausto e il disastro della Seconda guerra mondiale. E proprio la capacità di tener desta la coscienza della barbarie nazista è tra i fattori che hanno permesso alla Germania di risollevarsi, di sopportare la divisione lungo la Cortina di ferro e di raggiungere la riunificazione.

I protagonisti, le trame politiche – ufficiali e sotterranee –, le trasformazioni economiche, sociali e culturali: Storia della Germania è un punto di riferimento inaggirabile per chiunque voglia conoscere meglio il «paese di mezzo», il più ammirato e insieme il più temuto d’Europa.

Nuova edizione, riveduta e aggiornata (Il Saggiatore, 2017)

L'AUTORE
Gustavo Corni insegna Storia contemporanea all’Università di Trento. Tra le sue pubblicazioni, molte delle quali tradotte in inglese, tedesco e spagnolo, ricordiamo: Hitler (il Mulino, 2007), Popoli in movimento (Sellerio, 2009), Raccontare la guerra (Bruno Mondadori, 2012), Breve storia del nazismo (il Mulino, 2015)

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Dec
15
3:00 PM15:00

PAOLO COGNETTI in Arte sella

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Venerdì 15 dicembre accompagniamo lo scrittore Paolo Cognetti in Arte Sella, rassegna di arte contemporanea nella natura, ambientata tra le montagne e i boschi della Val di Sella. 
Paolo incontrerà i lettori alle ore 15.00 Al Legno (punto informativo Arte Sella).

Per chi desiderasse, è possibile passare la giornata con l'autore. La giornata prevede ingresso all'Area di Malga Costa e visita guidata, pranzo con menù fisso presso il ristorante Dall'Ersilia e presentazione del libro. 
Il costo del pranzo e della visita guidata è di 26 euro, per prenotazioni telefonare dal lunedì al venerdì, dalle 8 alle 12, allo 0461 751251 (Arte Sella) o in libreria (0461701914)
In collaborazione con Arte Sella


Info per raggiungere Arte Sella
http://www.artesella.it/it/come-raggiungerci.html

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Dec
13
6:00 PM18:00

FOLCO TERZANI "Il Cane, il Lupo e Dio" #montagnalibri365

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Trento Film Festival e La Piccola Libreria invitano all'incontro con Folco Terzani, autore di "Il Cane, il Lupo e Dio" (Longanesi 2017), presso la sede storica di Sosat Trento. In una straordinaria armonia di parole e immagini, un racconto sulla natura e sull’amicizia, una fiaba sul senso del Divino.
Introduce Fausta Slanzi, giornalista. #montagnalibri365

IL LIBRO
Dopo il grande successo di La fine è il mio inizio, scritto con il padre Tiziano, Folco Terzani torna in libreria con una fiaba universale, illustrata dall’artista Nicola Magrin. I protagonisti di questo racconto sono un Lupo misterioso e un Cane, che dopo essere stato abbandonato dal padrone pensa di non riuscire a sopravvivere in solitudine. Il Lupo guiderà il Cane in un lungo pellegrinaggio verso nord, un cammino che lo condurrà alla scoperta della natura selvaggia che la città nasconde e proibisce. Folco Terzani racconta quello che si dimostra essere un viaggio iniziatico per il Cane, che nel percorso tra grotte, cascate e tempeste di fulmini, si troverà a dover cacciare e ad affrontare moltissimi pericoli. Le esperienze e gli incontri rafforzeranno in lui l’amore per la natura e per questa nuova vita in libertà, avvicinandolo sempre più al Divino, finché, una volta giunto alla bianchissima Montagna della Luna, dovrà confrontarsi con la domanda più grande di tutte. Una fiaba emozionante, adatta a grandi e piccini, che attraverso illustrazioni e descrizioni racconta la maestosità della natura e il legame col Divino.

GLI AUTORI
FOLCO TERZANI, scrittore e documentarista, è nato a New York e cresciuto in Asia. Si è laureato a Cambridge e ha frequentato la New York University Film School. Ha lavorato per quasi un anno alla Casa dei Morenti di Madre Teresa di Calcutta, esperienza dalla quale ha tratto il documentario Il primo amore di Madre Teresa. Nel libro La fine è il mio inizio (Longanesi 2006) ha raccolto le sue ultime conversazioni con il padre Tiziano, a partire dalle quali ha poi scritto la sceneggiatura dell’omonimo film con Bruno Ganz ed Elio Germano.
Nel 2013 ha pubblicato A piedi nudi sulla terra e nel 2017 Ultra (con Michele Graglia).
NICOLA MAGRIN (Milano, 1978) si è diplomato all’Accademia di Belle Arti di Brera di Milano. Svolge un'intensa attività di illustrazione editoriale (sue le copertine di opere di importanti autori come Primo Levi, Jack London, Tiziano Terzani, Paolo Cognetti).

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Dec
6
6:00 PM18:00

MATTEO BUSSOLA in Trentino - Sono puri i loro Sogni - Einaudi 2017

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Stanchi di Babbo Natale? Quest’anno a Trento c’è Babbo Bussola, il papà più cool dello stivale. Ve lo portiamo noi mercoledì 6 dicembre in un doppio appuntamento, mano alle agende.
Alle 18.00 al MUSE Museo delle Scienze di Trento – Sala Conferenze
Alle 20.30 a Roncegno Terme, piccola gemma della belle époque in Valsugana – Sala Conferenze Cassa Rurale

Matteo Bussola, narratore e fumettista, ci ha raccontato l’avventura di essere padre di Virginia, Ginevra e Melania in “Notti in bianco, baci a colazione”(Einaudi 2016). 
Babbo Matteo accompagna le sue bambine a scuola, le segue nei compiti, parla con gli altri genitori e partecipa pure alle chat di classe su WhatsApp.
Con “Sono puri i loro sogni” (Einaudi 2017) Matteo scrive a noi genitori. Noi genitori? Una lettera? Una lettera di quelle scritte da Matteo, insomma un meraviglioso passepartout, una lezioncina da ripetere in loop, una storia da condividere.

“Quando a scuola ci andavamo noi, l’istituzione scolastica era intoccabile e gli insegnanti avevano ragione a prescindere, mentre oggi sono accusati e giudicati da gruppi di genitori pronti a difendere i propri figli da ogni rimprovero. […] La scuola che ricordiamo e quella che invece sperimentiamo oggi non hanno quasi piú niente in comune. E noi genitori, che dovremmo essere un ponte fra i nostri figli e la scuola, ci troviamo sempre piú di frequente a rappresentare un ostacolo“.

Locandina Trento - ore 18 al MUSE

Locandina Roncegno Terme - ore 20.30 Cassa Rurale

Con noi della Piccola Libreria l’amica Camilla Endrici, che una ne pensa e cento ne fa.

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Dec
5
8:00 PM20:00

CENA DA NOBEL - Come vincere un Nobel

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Levico Terme come Stoccolma. Il 5 dicembre il Ristorante Enoiteca BOIVIN, la Piccola Libreria e Massimiano Bucchi, autore di “Come Vincere un Nobel” (Einaudi 2017) vi propongono un divertissement culinario che rinnova i fasti del pranzo di gala dei premi Nobel.

Il banchetto dei Nobel è infatti un evento ambitissimo.  
In molti sarebbero disposti a pagare somme da capogiro per un posto a tavola nella Sala Blu del Municipio di Stoccolma dove ha luogo l’avvenimento culinario più atteso dell’anno. Purtroppo è riservato solo a 1.300 invitati: accademici e alti rappresentanti di governi, organizzazioni, istituzioni culturali e ovviamente, la famiglia reale di Svezia. Tra porcellane, white ties e magnifiche decorazioni floreali (23mila fiori direttamente da San Remo, città dove Alfred Nobel trascorse gli ultimi anni della sua vita) il rituale del pranzo di gala si rinnova il 10 dicembre di ogni anno, dal 1901.

Se non potete partecipare all'evento di Stoccolma, vi aspettiamo al Boivin il 5 dicembre, con un menu ispirato al banchetto del 2014 preparato dal nostro sopraffino chef Riccardo Bosco.

LOCANDINA E MENU (pdf)
IL MENU DA NOBEL dello Chef Riccardo - feat. banchetto 2014

Crema di cavolfiore. Carciofi marinati al limone e bottarga.
Arrosto di cervo alle spezie, tortino di carote e rape gialle al sale, cipolline e purea di patate al sapore di selvaggina
Sorbetto al mirtillo, panna cotta allo zafferano
Fuori menu, specialmente per gli ospiti del Boivin
Panettone Loison – edizione limitata da Nobel (Quelli di Stoccolma se lo sognano!)

Euro 45 cena e libro / Euro 35 cena - vini esclusi
(Su prenotazione 0461701670)

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Nov
24
8:45 PM20:45

IL DISOBBEDIENTE, Andrea Franzoso a Roncegno Terme

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VENERDI 24 ore 20:45, sala conferenze Cassa Rurale - Roncegno Terme
ANDREA FRANZOSO presenta IL DISOBBEDIENTE
(Paperfirst ed., ottobre 2017) 
conduce MASSIMILIANO CHIAVARONE, giornalista RAI

Promosso dal Comune e dalla Biblioteca Comunale di Roncegno Terme in collaborazione con la C.R. Valsugana e Tesino

IL LIBRO
Che cosa succede se un dipendente decide di non volgere lo sguardo altrove quando si accorge che il capo della sua azienda ruba? Se di fronte al dilemma: salvare la propria carriera o la propria coscienza, opta per quest'ultima?
Una storia emblematica di una lotta, vinta, per smascherare un’ingiustizia. È quella di Andrea Franzoso, ex funzionario di Ferrovie Nord Milano, che nel febbraio 2015 ha deciso di denunciare le spese folli dell'ex presidente Norberto Achille, per un totale di 429mila euro sottratti all’azienda.
Una vicenda che è tornata alla ribalta della cronaca in questi giorni, con la condanna, il 24 ottobre, di Achille a 2 anni e 8 mesi per truffa e peculato. Nel 2015 denunciò le ruberie di Ferrovie Nord, oggi ispiratore della legge che tutela chi denuncia la corruzione nella Pubblica Amministrazione: i whistleblower.
Prefazione di Gian Antonio Stella. - Postfazione di Raffaele Cantone.

Pietro Grasso, presidente del Senato della Repubblica
"Questo libro racconta la storia di una persona che ha scelto di fare la cosa giusta, anche a costo di subire intollerabili conseguenze. Pagine preziose che descrivono con chiarezza disarmante le implicazioni di un atto di coraggio tanto semplice quanto rivoluzionario. Quello che mi ha colpito è che questo libro, sin dal titolo, è la storia di un continuo paradosso: “disobbediente” è la qualifica attribuita a chi, di fronte a una serie di illegalità, si rivolge ai carabinieri, le denuncia e consente l’avvio di indagini e processi. In una democrazia basata sullo stato di diritto dovrebbe essere la norma, non l’eccezione. "

Organizzato da La Piccola Libreria in collaborazione con Cgil del Trentinoe Osservatorio Balcani Caucaso Transeuropa

Rassegna stampa
http://www.senato.it/4534?album_presidente=786 
http://www.ilsole24ore.com/art/cultura/2017-10-20/buone-nuove-il-whistleblower-164626.shtml?uuid=AEPeAKqC 

http://www.lastampa.it/2017/10/12/italia/cronache/io-il-disobbediente-chiedo-un-legge-per-chi-denuncia-Qxddg1ZymC2XlUrLqfAI5K/pagina.html

http://www.famigliacristiana.it/articolo/andrea-franzoso-ho-denunciato-la-corruzione-per-essere-libero.aspx

http://corrieredelveneto.corriere.it/veneto/cronaca/17_ottobre_12/ve14-documentoacorriereveneto-web-veneto-3744ef38-af19-11e7-b7ff-41bde98d6106.shtml 

http://www.ilfattoquotidiano.it/premium/articoli/storia-di-andrea-il-disobbediente-che-svelo-i-furti-di-ferrovie-nord/ 

https://www.avvenire.it/attualita/pagine/ho-denunciato-i-corrotti-e-sono-rimasto-solo-la-storia-di-andrea-franzoso

http://anticorruzione.eu/2017/10/whistleblowing-andrea-franzoso-lomerta-non-era-unopzione/

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